A piedi nudi nel bosco: un percorso sensoriale

Il fruscio delle foglie, la durezza dei sassi, la morbidezza del terriccio, l’irregolarità della corteccia, il suono dei baccelli di carrubo, le luci soffuse...

A seguito della lettura de “Il ladro di foglie” di Alice Hamming e Nicola Slater, edito da Emme Edizioni, i bambini della scuola Papa Giovanni hanno trovato una stanza trasformatasi in un bosco in autunno. Un bosco da attraversare a piedi scalzi, nella penombra, accompagnati da una musica soffusa. Varcare la soglia della stanza è varcare un limite tra un mondo e un altro, le voci si fanno sottili, aumenta la concentrazione, si attivano i sensi e infine si lascia spazio allo stupore. 

Per entrare in questo bosco i bambini hanno attraversato un tunnel, una soglia che richiede un movimento verso il basso per compiere il passaggio e così predispone all’incontro di uno spazio tutto nuovo, da rispettare e scoprire.

Oltre la soglia si apre un ambiente immersivo, da attraversare, in cui rilassarsi, meravigliarsi, percepire odori e suoni.  Un sentiero che consente di incontrare materiali diversi per forma, colore, consistenza, un vero e proprio viaggio alla scoperta di sensazioni differenti. Un’esperienza che coinvolge i bambini mente, corpo ed emozioni, in modo integrato, proprio come essi stessi si approcciano all’apprendimento in maniera spontanea.

In fondo al percorso attira l’attenzione dei bambini un’altra piccola apertura. Occorre di nuovo farsi piccini per poterla attraversare e scoprire cosa si trova al di là. La scelta di percorrere questo passaggio avviene in modo vario per i diversi bambini e ci dice qualcosa di loro  e del loro mondo interiore: c’è chi nota subito il pertugio e domanda di cosa si tratta, c’è chi vorrebbe entrarvici non appena varcata la soglia del nostro bosco, c’è chi pazientemente affronta l’intero percorso e poi attraversa il passaggio dando un senso quasi rituale, c’è chi non se la sente e sceglie di non entrare, c’è chi si fa convincere vedendo i compagni, c’è chi richiede il supporto dell’adulto. Per tutti c’è un oltre ignoto ad attenderli. Si tratta di uno spazio piccolo, raccolto, inaccessibile all’adulto, poco illuminato. La sola fonte di luce è quello che alcuni bambini hanno definito “il sasso magico”, “una cosa che si illuminava di tutti i colori”, che rende più rassicurante lo spazio sconosciuto in cui si trovano. Non sfugge al loro sguardo la presenza di alcuni oggetti, a tentoni provano a identificarli e poi iniziano ad interrogarsi rispetto alla loro provenienza. Ghiande e castagne la fanno da padrona: che siano le provviste dello scoiattolo della storia e quella proprio la sua tana? Sorgono domande e possibili ipotesi. Ma allora dov’è lo scoiattolo? Sarà a prendere altri semini? Tralasciando l’aspetto ludico, fortemente coinvolgente per i bimbi ed essenziale per l’apprendimento e lo sviluppo di abilità cognitive e sociali, torniamo brevemente all’aspetto simbolico. I bambini hanno varcato un’altra soglia e questa volta si sono trovati in uno spazio ancora più piccolo, accessibile solo a loro (e forse al fantomatico scoiattolo!), una tana. La tana è un luogo altro, dal forte valore simbolico, che consente di tracciare un confine tra sé e gli altri e partecipa quindi al processo di costruzione dell’identità del bambino. Dentro al rifugio si può fare esperienza del silenzio, del piacere che si prova a prendersi cura di qualcosa, della solitudine o del piccolissimo gruppo che è intimità e possibilità di esprimersi liberamente, si può chiudere il mondo all’esterno e fare spazio per la vita interiore del bambino.

Anche il modo di uscire dalla tana e poi dalla stanza ci raccontano qualcosa dei nostri bambini. Per lo più anche il ritorno allo spazio esterno è stato caratterizzato dalla calma e questo ci dice che i bambini hanno potuto permanere all’interno del bosco per un tempo sufficiente, né troppo lungo da perdere l’interesse né troppo breve da non sentirsi pronti a lasciarlo. Una volta all’esterno abbiamo raccolto tante frasi di meraviglia e di desiderio di ripetere l’esperienza. In classe abbiamo quindi dato l’occasione di rielaborare le forti emozioni suscitate dall’ambiente immersivo, tramite parole, disegni, matericità e immaginazione.

Luoghi

Infanzia Papa Giovanni XXIII

Piazza Papa Giovanni XXIII, 20094 Corsico MI, Italy

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