Ultima modifica: 14 Gennaio 2021

2020

Anche se non c’è decreto sulla questione bisognerà prendersi cura della stagione che nel frattempo è cambiata così come la voce in certi casi e della crescita segreta dei piedi senza la prova delle scarpe (…) di Cristina Bellemo

Anche se non c’è
decreto
sulla questione bisognerà
prendersi cura
della stagione
che nel frattempo è cambiata
così come la voce in certi casi
e della crescita segreta
dei piedi
senza la prova delle scarpe
negli spazi brevi di percorrenza
dall’una all’altra stanza
camera bagno cucinino
bisognerà prendersi cura
dello sguardo allenato
al cucchiaino di zucchero
al granello di polvere alle crepe
nel muro e disabituato
ai panorami sconfinati forse
un poco spaventato dall’ampiezza
e a proposito bisognerà
prendersi cura del mettere confini
senza l’ebbrezza di sconfinare
dell’essere stati così vicini
a se stessi e costretti alla lontananza
del ricominciare
senza aver finito
della speranza perduta
senza dover disperare
-mi raccomando si deve reggere tenere non mostrare-
bisognerà prendersi cura
dello spavento di scomparire
anche senza morire
di stare fermi senza pace
e prendersi cura bisognerà
dell’aver disimparato
ogni normalità
del paradosso
di una routine improvvisata
della ferita (ancora) spalancata
senza il permesso
di sanguinare
che c’era altro
da salvare a ogni costo
dell’essere chiusi dentro
e comunque fuori
posto
e bisognerà prendersi cura
delle cicatrici della rossa
contabilità dei corpi e della selvatichezza
verso i corpi in carne e ossa
del tempo vacante
senza vacanza
e della novità di farsi bastare
ciò che non era mai abbastanza
l’allenamento all’essenza
e sentire tutta intera la nostra inutilità
bisognerà
prendersi cura
di questa specie di letargo senza riposo
l’indicibile paura
di tornare alla frenesia del prima
ai giorni senza respirare
solo fare fare fare
scordarci subito dell’oro
nel setaccio della lentezza
del restare immobili
nella carezza
delle ore

Cristina Bellemo
da Casa toracica, AnimaMundi, 2020




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