Ultima modifica: 23 Marzo 2020
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Alcune indicazioni sulla didattica a distanza

Questo documento è stato approvato durante il collegio dei docenti a distanza del 23 marzo 2020. È stato scritto da ICS Copernico di Corsico ed è rilasciato con licenza Creative Commons 2.0 by.

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Sommario

  1. Introduzione
  2. Didattica a distanza e didattica della vicinanza
  3. Obiettivi della didattica a distanza
  4. Riferimenti e news dal Ministero dell’Istruzione
  5. Scuola dell’infanzia
  6. Scuola primaria
  7. Scuola secondaria
  8. Percorsi inclusivi
  9. Valutazione e dintorni
  10. Questioni di privacy
  11. Il ruolo dei rappresentanti di classe e dei genitori
  12. Occasioni di condivisione
  13. Idee di vicinanza

1 Introduzione

Questo documento, in periodico aggiornamento, intende sostenere l’operato quotidiano dei docenti della nostra scuola attraverso la condivisione di indicazioni, procedure, riferimenti.

Prende spunto dalle indicazioni del Ministero dell’Istruzione circa la necessità di mantenere la relazione didattica con gli studenti e le studentesse promuovendo la didattica a distanza (DAD) al fine di “mantenere viva la comunità di classe, di scuola e il senso di appartenenza, combattendo il rischio di isolamento e di demotivazione, (mentre) dall’altro lato, è essenziale per non interrompere il percorso di apprendimento” (Ministero dell’Istruzione, sezione news del 17 marzo 2020)

Siamo naturalmente consapevoli che l’attuale emergenza sanitaria non ci permetta di delineare comportamenti netti e rigidi, ma, considerato il continuo divenire della situazione e, soprattutto, il suo impatto in tante famiglie, crediamo che richieda, da parte nostra, un agire responsabile ed orientato alla cautela, alla delicatezza, all’ascolto, nel rispetto della condizione di fragilità e di disorientamento che ci accompagna in questi giorni.

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2 Didattica a distanza e didattica della vicinanza

Le attività di didattica a distanza, come ogni attività didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un’interazione tra docenti e alunni. Qualsiasi sia il mezzo attraverso cui la didattica si esercita, non cambiano il fine e i principi.
Nella consapevolezza che nulla può sostituire appieno ciò che avviene, in presenza, in una classe, si tratta pur sempre di dare vita a un “ambiente di apprendimento”, per quanto inconsueto nella percezione e nell’esperienza comuni, da creare, alimentare, abitare, rimodulare di volta in volta

(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

Con il termine “didattica a distanza” si intende l’insieme dell’attività didattiche svolte non in presenza e, quindi, senza la compresenza di docenti e studenti nello stesso spazio fisico. Si può esprimere con diversi metodi, strumenti e approcci, alcuni dei quali digitali, cioè mediati attraverso un device tecnologico tipo il computer, il tablet, il cellulare e, spesso, la rete Internet.

Il ministero, considerato il prolungarsi dell’emergenza sanitaria, invita le scuole a promuovere la didattica a distanza, che, come già detto, può comportare l’utilizzo di ambienti di apprendimento digitali, da usare con consapevolezza e con attenzione costante all’età dei bambini/ragazzi e al contesto.
La didattica a distanza, tuttavia, non si esaurisce nell’uso di una piattaforma di istituto (per noi le G-suite for Education), ma si esprime attraverso l’uso di tecnologie plurime: alcune più moderne e digitali (e le vedremo nelle sezioni dedicate agli ordini di scuola), altre più tradizionali e consolidate (il telefono, la lettera, la scrittura sul quaderno, il gioco con materiali, il disegno su carta o telo).

Didattica a distanza non esiste, noi crediamo, senza la sua necessaria premessa, compagnia, conseguenza: la “didattica della vicinanza”. La didattica della vicinanza allarga l’orizzonte educativo, si nutre di comportamenti di attenzione e di cura e affonda le sue radici nella scelta inclusiva della scuola italiana.
Didattica della vicinanza è ricercare modi e tempi affinché chi è più distante o ha meno tecnologie o tempo familiare a disposizione sia comunque con noi, a volte con modalità diverse, ma con noi. Didattica della vicinanza è perciò incoraggiamento; restituzione delle attività con una valutazione formativa (più che sommativa), che sappia di attenzione ai processi di apprendimento e di crescita; recupero della dimensione relazionale della didattica; accompagnamento e supporto emotivo. Didattica della vicinanza è anche condivisione di strategie e materiali con i colleghi e le colleghe; è spazi comuni per progettare insieme attraverso chat, mail e Meet; è disponibilità a rendere pubblici alcuni nuovi spunti didattici affinché altri ne possano fruire; è aderire a iniziative che ci interroghino sul senso umano del nostro agire come persone di scuola (es. Una poesia al giorno, gli arcobaleni nei balconi; altri segni che verranno…).
Didattica della vicinanza è il coltivare le relazioni con le famiglie, cercando, per quanto possibile, di innescare un circolo virtuoso solidale tra le famiglie e un filo comunicativo di senso tra noi e le famiglie.

Un altro aspetto importante del nostro agire lo ritroviamo nel concetto di “misura”. Misura nelle proposte, nel modo di comunicare, nell’uso della parola e dello sguardo. La misura non è un freno nei confronti del (possibile) traboccare delle emozioni. Lo abbiamo visto nelle videoconferenze attivate coi genitori e studenti: c’è emozione nel ritrovarsi, soprattutto quando i bimbi sono più piccoli ed è facile intercettare emozioni di bimba/o, di mamma, di papà, di docente, soprattutto nell’infanzia.
Con “misura” qui intendiamo l’equilibrio tra le nostre proposte e l’età dei nostri bambini/ragazzi. Con “misura” intendiamo anche la necessità di condividere metodi e strumenti a livello di consiglio di classe (secondaria), di team di classe e interclasse (primaria), di plesso e di ordine di scuola (infanzia). Con misura intendiamo evitare un eccesso di carico e, insieme, un difetto di attenzione e di presenza. Con misura intendiamo anche il rispetto delle condizioni soggettive delle famiglie e, in taluni casi, del loro dolore, delle loro attese, delle loro difficoltà, che a volte non conosciamo o conosciamo in modo relativo. In talune situazioni, occorrerà entrare “in punta dei piedi” ponendoci in profondo ascolto, pronti a cogliere aperture o disponibilità; in altre potrà bastare un cenno, una telefonata, un “whatsapp” ai genitori per riprendere un dialogo che attende solo di (ri)venire alla luce. In qualche caso (speriamo pochi), probabilmente, non riusciremo a trovare risposta, malgrado i tentativi. Sarà, allora, il tempo dell’attesa, della pazienza; può essere che la famiglia abbia erto, o sia stata costretta a erigere, una barriera o protezione alla comunicazione.
Crediamo che dobbiamo rispettare anche questo, se pur senza dimenticare, se possibile, di riprovare, con tatto. Con delicatezza.

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3 Obiettivi della didattica a distanza

L’obiettivo principale della DAD, in particolare in questi momenti così segnati dall’emergenza sanitaria, è di mantenere un contatto con alunni e famiglie per sostenere la socialità e il senso di appartenenza alla comunità e per garantire la continuità didattica. Per questo motivo gli obiettivi della didattica a distanza devono essere coerenti con le finalità educative e formative individuate nel Ptof dell’istituto, nel Piano di miglioramento e nella Carta dei valori:

  • sviluppo degli apprendimenti e delle competenze e cura della crescita culturale e umana di ciascuno studente, tenendo conto dell’età, dei bisogni e degli stili di apprendimento;
  • potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali
  • valorizzazione della scuola intesa come comunità attiva, aperta al territorio e in grado di sviluppare e aumentare l’interazione con le famiglie
  • condivisione di un insieme di regole con individuazione delle modalità ritenute più idonee per favorire la responsabilizzazione, l’integrazione e l’assunzione di impegni di miglioramento e di esercizio di cittadinanza attiva e legalità
  • Adeguamento della didattica e l’azione formativa e organizzativa della scuola al nuovo PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale), valorizzando le tecnologie esistenti, favorendo il passaggio a una didattica attiva e laboratoriale e promuovendo gradualmente ambienti digitali flessibili e orientati all’innovazione, alla condivisione dei saperi e all’utilizzo di risorse aperte
  • Valorizzazione delle risorse professionali presenti nella scuola (docenti e personale ATA) attraverso un’azione di motivazione e di formazione

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4 Riferimenti e news dal ministero dell’Istruzione

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5 Scuola dell’infanzia

Per la scuola dell’infanzia è opportuno sviluppare attività, per quanto possibile e in raccordo con le famiglie, costruite sul contatto “diretto” (se pure a distanza), tra docenti e bambini, anche solo mediante semplici messaggi vocali o video veicolati attraverso i docenti o i genitori rappresentanti di classe, ove non siano possibili altre modalità più efficaci. L’obiettivo, in particolare per i più piccoli, è quello di privilegiare la dimensione ludica e l’attenzione per la cura educativa precedentemente stabilite nelle sezioni.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

I docenti della scuola dell’infanzia sono invitati a continuare a mantenere vivo il contatto con i propri bambini e le proprie bambine attraverso le rappresentanti di classe e i genitori, proponendo loro piccole esperienze da svolgere in casa o mettendo a disposizione brevi filmati adatti all’età.

A questo proposito, si consiglia di evitare l’uso di schede, che, oltre ad essere decontestualizzate, rischiano di essere prevalentemente riproduttive, senza generare processi significativi di apprendimento e richiedendo stampe o fotocopie che le famiglie spesso non sono in grado di sopportare.

Il primo obiettivo è promuovere momenti di vicinanza: una telefonata, un messaggio, un piccolo video di saluto da indirizzare collettivamente o individualmente, rispettando le condizioni di ogni bambina e bambino.

In questa fase, importanti alleati saranno i e le rappresentanti di classe, che potranno aiutarci a veicolare messaggi e attività a tutti i bambini e le bambine e restituire un ritorno circa la validità di queste proposte di carattere ludico o esperienziale.

Particolare significato potrà avere, inoltre, la prosecuzione delle audioletture e videoletture da parte delle maestre, magari pensate per età e, in taluni casi, anche veicolate temporaneamente tramite sito web. A questo proposito, ricordiamo che, durante il periodo dell’emergenza sanitaria, diverse case editrici di libri per bambini hanno fornito il consenso alla pubblicazione di questi video/audio autoprodotti, sotto la condizione della loro rimozione, una volta terminata l’emergenza.
La diffusione attraverso sito, infatti, oltre a consentire una migliore fruizione dei contenuti, permette di raggiungere una potenziale utenza maggiore, superando i confini della singola scuola, e contribuendo alla condivisione di tali momenti.

Attività di tipo ludico ed esperienziale, tipo la costruzione di una “scatola” come collezione di oggetti, o percorsi di tipo osservativo, manipolativo o rappresentativo (tipo la realizzazione di disegni, semplici costruzioni, ecc.), possono consentire di dare un significato particolare a queste giornate, creando anche le premesse per la condivisione di queste esperienze e l’attesa per il momento della restituzione in ambito scolastico. La “scatola” rappresenta solo un esempio, un elemento magico, un amplificatore pedagogico, ma che spiana la strada per coltivare anche a distanza il piacere dei bambini per la ricerca, per l’indagine, per la scoperta, per “non perdere quel filo” di ciò che avveniva nella relazione quotidiana.
Potrebbe essere efficace ripensare e tener conto di realizzare percorsi capaci di offrire alle famiglie tracce (fotografiche e narrative) delle esperienze che i bambini stavano vivendo a scuola, in sezione, prima di questo “allontanamento coatto”, per poter riconnettere i ricordi, le emozioni, gli interessi.

In ogni caso, è bene provare personalmente le esperienze che proponiamo, in modo da ricevere prima una restituzione di senso personale e successivamente una rielaborazione sul significato della proposta, all’interno di un percorso il più possibile concreto e/o affondato sulla realtà e sulle emozioni legate al tempo che scorre. Il tutto, senza affanni, dando tempo …al tempo.

Ulteriore momento di vicinanza, ad alto tasso emotivo, potrà essere l’organizzazione periodica di qualche momento in ambiente Meet, dedicato ai genitori, per il quale sia sufficiente disporre del cellulare. Il vedersi e l’ascoltarsi, quindi, come momento per ritrovarsi e sentirsi insieme. Il tutto, naturalmente con la delicatezza del mantenere i contatti, anche telefonici, con chi non potrà essere presente, e con il rispetto a ogni situazione familiare, a volte difficile e a noi non sempre nota.

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6 Scuola primaria

Per la scuola primaria (ma vale anche per i successivi gradi di istruzione), a seconda dell‘età, occorre ricercare un giusto equilibrio tra attività didattiche a distanza e momenti di pausa, in modo da evitare i rischi derivanti da un’eccessiva permanenza davanti agli schermi. La proposta delle attività deve consentire agli alunni di operare in autonomia, basandosi innanzitutto sulle proprie competenze e riducendo al massimo oneri o incombenze a carico delle famiglie (impegnate spesso, a loro volta, nel “lavoro agile”) nello svolgimento dei compiti assegnati. Non si tratta, comunque, di nulla di diverso di quanto moltissime maestre e maestri stanno compiendo in queste giornate e stanno postando sul web, con esperienze e materiali che sono di aiuto alla comunità educante e costituiscono un segnale di speranza per il Paese.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

La scuola primaria, che copre un insieme molto eterogeneo di bisogni, età, condizioni, opportunità, richiede al nostro comprensivo la capacità di variare interventi e azioni in modo diversificato in verticale, ma il più possibile coerente e condiviso in orizzontale, cioè a livello di interclasse.
Nono esiste perciò un protocollo valido per tutti, se non la messa disposizione, come opportunità, di strumenti e ambienti, che andranno declinati tenendo prioritariamente conto delle età, dei percorsi didattici già attivati e delle singole necessità proprie della singola interclasse e classe.

A titolo esemplificativo, la piattaforma Google-suite (oggetto di specifica azione formativa e di supporto da parte dell’animatore digitale) sarà utilizzata in particolare nelle classi quarte e quinte, con modalità simili a quelle viste nel capitolo dedicato alla scuola secondaria. Nelle prime tra classi, invece, potrà essere a disposizione in particolari situazioni: ad esempio, per organizzare “Meet affettivi” di vicinanza, nei quali elementi come la voce o lo sguardo (in caso di video a distanza) costituiscono importanti riferimenti emozionali, in grado di sorreggere motivazione, fiducia e senso di appartenenza. A questo proposito, segnaliamo la preziosità dei messaggi audio, dei piccoli video di saluto e, anche, dei video di presentazione di attività e delle audio/videoletture, nei quale l’elemento umano dà calore e significato alla relazione umana e didattica.
Per evitare usi impropri della piattaforma, agli studenti sono stati inibiti l’uso della mail e la possibilità di convocare riunioni; inoltre, appena la funzione sarà disponibile, verrà implementata la possibilità di bloccare le videoconferenze, una volta terminate.

Per quanto riguarda gli ambienti di apprendimento digitali, potranno essere utilizzati, oltre alla piattaforma di istituto, eventuali ulteriori ambienti già sperimentanti e conosciuti dagli studenti, con particolare riguardo ai bisogni dei bambini con BES, per i quali potranno essere attivati specifici percorsi, sorretti da eventuali nuovi semplici ambienti dedicati.

In particolare in questo ordine di scuola, soprattutto nelle prime classi, occorre prestare particolare attenzione alla quantità di attività proposte e alla loro sostenibilità familiare. A questa età, infatti, il grado di autonomia è limitato ed è spesso indispensabile il supporto delle famiglie anche nelle attività ordinarie, non mediate da device tecnologici.

Va infatti rilevato (e ciò vale anche per i servizi all’infanzia) come i nostri bambini e le nostre bambine patiscano abitudini di vita stravolte e l’assenza della dimensione comunitaria e relazionale del gruppo classe. Anche le più semplici forme di contatto sono da raccomandare vivamente. E ciò riguarda l’intero gruppo classe, la cui dimensione inclusiva va, per quanto possibile mantenuta, anche con riguardo agli alunni con Bisogni educativi speciali. (Nota Miur n. 279 dell’8 marzo 2020)

Elemento orientativo del “fare” ed “essere” scuola nella didattica a distanza è favorire attività didattiche dotate di senso per gli studenti in modo da “curare e, se possibile, ampliare, l’aspetto narrativo dei loro interventi, affinché il dialogo con gli alunni sia davvero un dia-logos come lo intendevano i greci: non una parola che è monopolio di uno solo, ma una parola che acquista il suo significato nell’interazione e nello scambio tra insegnanti e bambini” (Daniela Lucangeli).

Particolari alleati delle azioni didattiche e di vicinanza sono, in particolare nella scuola primaria, i rappresentanti dei genitori e i genitori stessi, con i quali i docenti sono invitati a mantenere e consolidare relazioni di collaborazione, anche al fine di cercare i modi per coinvolgere, con discrezione e ascolto, tutte le famiglie e per calibrare meglio le attività tenendo del contesto.

Lo strumento prioritario di comunicazione resta il registro elettronico, sul quale annotare i compiti e le attività assegnate, avendo cura, in sintonia con il team di classe e con l’interclasse, di garantire equilibrio delle richieste. Eventuali incontro Meet dovranno essere annotati in RE con qualche giorno di anticipo, inserendo il link alla video conferenza.

Per quanto riguarda le azioni inclusive e il ruolo degli insegnanti di sostegno si rimanda alla specifica sezione di questo documento.

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7 Scuola secondaria

Sempre il Dirigente Scolastico, anche attraverso i coordinatori di classe o altre figure di raccordo, è chiamato a promuovere la costante interazione tra i docenti, essenziale per assicurare organicità al lavoro che ciascun docente svolge nei contesti di didattica a distanza e per far sì che i colleghi meno esperti possano sentirsi ed essere supportati e stimolati a procedere in autonomia. È strategico coinvolgere nelle attività di coordinamento anche le figure dell’Animatore Digitale e del Team digitale, per il supporto alle modalità innovative che si vanno a realizzare nell’ambito della didattica a distanza.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

Nella scuola secondaria, grazie a un supporto continuo offerto dall’animatore e dal team digitale, è stato possibile implementare in pochi giorni la piattaforma Google suite anche per gli studenti di tutte le classi e, parallelamente, è stata realizzata una capillare azione di formazione e di sostegno all’uso da parte dei docenti delle principali applicazioni (videoconferenza Meet; Classroom, Drive e i suoi strumenti).
Accanto alle G-suite sarà possibile usare anche altri ambienti, se già sperimentati in classe e semplici da usare con eccezione per eventuali nuovi ambienti inclusivi, tipo la piattaforma Didalab di Erickson.

Questa nuova modalità didattica, implementata con successo e celerità nella nostra scuola, sarà applicata con tempi distesi e svincolati dalla mera acquisizione di contenuti. Scopo della scuola, in seguito alle Indicazioni Nazionali del 2012, è perseguire l’acquisizione di competenze che, sebbene condizionate dai contenuti, non si esauriscono con essi.

Per la scuola secondaria di primo e di secondo grado il raccordo tra le proposte didattiche dei diversi docenti del Consiglio di Classe è necessario per evitare un peso eccessivo dell’impegno on line, magari alternando la partecipazione in tempo reale in aule virtuali con la fruizione autonoma in differita di contenuti per l’approfondimento e lo svolgimento di attività di studio.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

Elemento centrale nella costruzione degli ambienti di apprendimento, secondo anche quanto indicato dalla nota ministeriale, sarà perciò la “misura” delle proposte, condivisa all’interno dei consigli di classe, in modo da ricercare il giusto equilibrio delle richieste e perseguire l’obiettivo prioritario della loro sostenibilità, precondizione per il benessere dello studente e per l’acquisizione di qualsiasi apprendimento significativo.

7.1 Uso delle Google-suite

La didattica a distanza prevede infatti uno o più momenti di relazione tra docente e discenti, attraverso i quali l’insegnante possa restituire agli alunni il senso di quanto da essi operato in autonomia, utile anche per accertare, in un processo di costante verifica e miglioramento, l’efficacia degli strumenti adottati,  anche nel confronto con le modalità di fruizione degli strumenti e dei contenuti digitali – quindi di apprendimento – degli studenti, che già in queste settimane ha offerto soluzioni, aiuto, materiali. È ovviamente da privilegiare, per quanto possibile, la modalità in “classe virtuale”.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

7.1.1 Meet

Gli incontri in Meet si svolgeranno in fascia mattutina fra le 9:00 e le 12:00, o pomeridiana fra le 14:00 e le 17:00 in base alla disponibilità data dai docenti e alla necessità di evitare blocchi troppo lunghi di partecipazione degli studenti. A questo proposito, si consiglia di non superare i tre incontri quotidiani per classe e di lasciare, in caso di due videoconferenze successive, un intervallo di dieci minuti di stacco dal videoterminale.
L’incontro Meet non dovrà essere di natura frontale, ma, ancor più rispetto a una “lezione” tradizionale dovrà privilegiare la partecipazione attiva degli studenti, anche attraverso la valorizzazione dell’elemento motivazionale e comunitario.
Per evitare usi impropri della piattaforma, agli studenti sono stati inibita l’uso della mail e la possibilità di convocare riunioni; inoltre, appena la funzione sarà disponibile, verrà implementata la possibilità di bloccare le videoconferenze, una volta terminate.

Il docente durante la propria videolezione avrà cura di annotare assenze e ritardi che, tuttavia, non saranno registrati sul registro di classe, ma con lo scopo di poter in seguito intervenire sugli assenti per sollecitarne la partecipazione. I docenti sono tenuti ad assicurarsi che la videoconferenza sia accessibile a tutti gli alunni.

Malgrado sia sufficiente disporre di un cellulare o un tablet per partecipare alle videoconferenze, consigliamo, se disponibile, di utilizzare un computer (desktop o note/netbook) così da poter disporre in modo semplice di tutte le funzionalità. Trattandosi di momento didattico, è auspicabile che lo studente possa fruire del Meet in autonomia con l’ausilio di cuffie e microfono in modo da non ricevere sollecitazioni o disturbi dall’ambiente circostante..

7.1.2 Classroom

L’applicazione Classroom, integrato con gli strumenti Drive, sarà l’ambiente privilegiato per l’assegnazione, la cura e la restituzione dei compiti e delle attività assegnate agli studenti.
I compiti assegnati saranno misurati senza eccedere così da consentirne a tutti lo svolgimento autonomo ed evitare sovraccarico cognitivo e uso troppo intensivo delle tecnologie. Tra di queste, pur nel rispetto delle specificità disciplinari, si segnalano:

  • diari di bordo/autobiografie cognitive dello studente;
  • esperienze di rielaborazione personale sui temi educativi da trattare (sulla base di letture, materiali, film, video, …) invitandolo eventualmente a documentarsi di persona e relazionare;
  • attività di tipo espressivo;
  • compiti di realtà proposti tenendo conto del grado di autonomia di ogni singolo studente;

I docenti si occuperanno di fornire, in tempi congrui e tenendo conto del calendario delle videoconferenze, una restituzione delle attività svolte, attivando forme di valutazione formativa (vedi capitolo dedicato alla valutazione).

Per le discipline che utilizzano la piattaforma Meet, con integrazione con Classroom, riteniamo opportuno lasciare uno spazio specifico nel Meet successivo per il confronto e la restituzione sulle attività e i compiti svolti. In caso, invece, di richiesta di attività più elaborate, meglio lasciare un lasso di tempo maggiore. Naturalmente le scelte didattiche possono cambiare a seconda della disciplina e della necessità di calibrare in modo sostenibile la quantità dei compiti e delle attività proposte.

La referente della secondaria si occuperà di integrare, in caso di modifiche, il calendario dei Meet, in modo che gli studenti siano informati per tempo e sia favorita l’organizzazione familiare nell’uso dei device disponibili.

7.2 Uso Registro elettronico: procedure

  • Pubblicazione Link Meet su RE (procedura): Posizionarsi su Argomenti della lezione di e incollare il link, possibilmente anche con l’orario dell’incontro
  • Pubblicazione orario di classe da parte del coordinatore (procedura): Aprire il RE, selezionare classe-materia, aprire materiale didattico, generare nuova cartella con nome: orario incontri Meet, incollare l’orario, ricordando gli studenti che troveranno il link per collegarsi su RE, aprire condivisione classe, Condivisa con i miei alunni delle classi, Seleziono la classe, Salva
  • Compiti: su RE nella sezione Compiti assegnati

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8 Percorsi inclusivi

Obiettivo prioritario nella promozione di azioni a distanza e di vicinanza è non lasciare indietro nessuno e, nel contempo, attivare, quando e se possibile, momenti e attività significative, legati ai piani individualizzati e personalizzati.

Cruciale è l’apporto della funzione strumentale per l’inclusione, punto di riferimento per tutti gli insegnanti e in grado di indirizzare azioni consapevoli e mirate.
Tra questi, oltre alla proposta di momenti di confronto dedicati agli insegnanti di sostegno su piattaforma Meet, verranno mantenuti e consolidati contatti con i CTS territoriali, che “in collaborazione con la Direzione generale per lo studente, l’inclusione e l’orientamento scolastico, gestiscono l’assegnazione di ausili e sussidi didattici destinati ad alunni  e studenti con disabilità, ai sensi dell’art. 7, co.3 del D.Lgs. 63/2017” (Nota n. 833 del 17 marzo2020).

Desideriamo inoltre sottolineare come l’attività dell’insegnante di sostegno, oltre a essere volta a supportare alunni e alunne con disabilità, eventualmente anche con software e proposte personalizzate e mirate, è importante risorsa umana della sezione/team di classe/consiglio di classe, e, pertanto, si interfaccia con i docenti di sezione/classe, partecipa a eventuali incontri Meet e, quando necessario, segue gli studenti in piccolo gruppo, offrendo consulenza anche in modalità di sportello nella secondaria. Simmetricamente il docente di sezione/classe dovrà adottare strategie inclusive adatte a tutti i propri studenti, calibrando in modo opportuno, e in sintonia con piani individualizzati e personalizzati, le proposte didattiche.

Un ulteriore elemento importante è la disponibilità del docente di sostegno nel prendersi cura, in accordo con i docenti di classe, degli studenti e delle studentesse che al momento sembrano poco raggiungibili, nel tentativo di riprendere, con cautela e vicinanza, i contatti, anche telefonici e intercettare eventuali necessità.
Per quanto riguarda, in particolare, gli studenti stranieri che necessitano di alfabetizzazione, la scuola si sta attivando per promuovere percorsi di mediazione e facilitazione linguistica e culturale.

Riportiamo, ora, alcune indicazioni tratte dalla nota ministeriale, suddivise tra le varie tipologie di BES.

8.1 Alunni con disabilità

Per quanto riguarda gli alunni con disabilità, il punto di riferimento rimane il Piano educativo individualizzato. La sospensione dell’attività didattica non deve interrompere, per quanto possibile, il processo di inclusione.
Come indicazione di massima, si ritiene di dover suggerire ai docenti di sostegno di mantenere l’interazione a distanza con l’alunno e tra l’alunno e gli altri docenti curricolari o, ove non sia possibile,  con la famiglia dell’alunno stesso, mettendo a punto materiale personalizzato da far fruire con modalità specifiche di didattica a distanza concordate con la famiglia medesima, nonché di monitorare, attraverso feedback periodici, lo stato di realizzazione del PEI.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

8.2 Alunni con DSA

Occorre rammentare la necessità, anche nella didattica a distanza, di prevedere l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi, i quali possono consistere, a puro titolo esemplificativo e non esaustivo, nell’utilizzo di software di sintesi vocale che trasformino compiti di lettura in compiti di ascolto, libri o vocabolari digitali, mappe concettuali.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

A questo proposito, in questa fase transitoria, i docenti potranno utilizzare come risorsa aggiuntiva, ad uso gratuito, la piattaforma Dida-labs e tenere conto delle proposte fornite da AID; Associazione Italiana Dislessia, alla luce anche del duplice percorso formativo di Dislessia Amica.

8.3 Alunni con bisogni educativi specifici non certificati

Per gli alunni con BES non certificati, che si trovino in difficoltà linguistica e/o socio economica, il Dirigente scolastico, in caso di necessità da parte dello studente di strumentazione tecnologica, attiva le procedure per assegnare, in comodato d’uso, eventuali devices presenti nella dotazione scolastica oppure, in alternativa, richiede appositi sussidi didattici attraverso il canale di comunicazione attivato nel portale ministeriale “Nuovo Coronavirus” alla URL https://www.istruzione.it/coronavirus/index.htm
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

Un appunto da link suggerito da USR Lombardia: Il grande portale della lingua italiana (link al portale Rai) Percorsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana

8.4 Alunni ricoverati presso le strutture ospedaliere o in cura presso la propria abitazione

In considerazione della sospensione dell’attività didattica in presenza su tutto il territorio nazionale, nonché dei progetti di istruzione domiciliare e del servizio di scuola in ospedale, si segnala che, per tali alunni, l’attivazione delle procedure per effettuare didattica a distanza risulta necessaria soprattutto al fine di mitigare lo stato di isolamento sociale connesso alla specifica situazione.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

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9 Valutazione e dintorni

(…) è altrettanto necessario che si proceda ad attività di valutazione costanti, secondo i principi di tempestività e trasparenza che, ai sensi della normativa vigente, ma più ancora del buon senso didattico, debbono informare qualsiasi attività di valutazione. Se l’alunno non è subito informato che ha sbagliato, cosa ha sbagliato e perché ha sbagliato, la valutazione si trasforma in un rito sanzionatorio, che nulla ha a che fare con la didattica, qualsiasi sia la forma nella quale è esercitata. Ma la valutazione ha sempre anche un ruolo di valorizzazione, di indicazione di procedere  con approfondimenti, con recuperi, consolidamenti, ricerche, in una ottica di personalizzazione che responsabilizza gli allievi, a maggior ragione in una situazione come questa.
(Nota Ministero dell’Istruzione n. 388 del 17 marzo 2020)

La questione della valutazione è questione assai delicata e potrebbe richiedere un documento a parte, in via di definizione da parte della scuola.

Per il momento, riteniamo opportuno sottolineare come non sia possibile riprodurre tempi, modalità e approcci tipici dell’attività in presenza.
Le variabili in gioco sono tante e nuove, compresa la necessità di seguire l’obiettivo primario: essere vicini ai percorsi di crescita e di apprendimento dei nostri studenti, avendo consapevolezza della diversità di opportunità, strumenti, tempo e situazione familiare.

Questo tempo sembra offrici, allora, l’occasione per sperimentare modalità di valutazione formativa, senza voti numerici, ma con la componente motivazionale dell’incoraggiamento e con la necessaria attenzione alla personalizzazione della comunicazione. Ogni studente e ogni studentessa ha il diritto di avere riscontro sulle attività svolte, in modo da coglierne la finalizzazione e ricevere supporto, a partire dall’aspetto generativo dell’errore o del dubbio.

Particolarmente prezioso potrà essere il tenere traccia di questi percorsi, legandoli il più possibile alle competenze (il documento sulla certificazione delle competenze può costituire valido alleato) e aprendosi ai processi di autovalutazione dello studente e di autobiografia cognitiva, così come già previsto nel nostro Ptof.

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10 Questioni di privacy

In questo documento ci limitiamo ad accennare alcune cautele nell’uso delle piattaforme. Come indicato dal ministero, salvo alcune eventuali integrazioni legate alle politiche di privacy contenute nei contratti d’uso di specifici prodotti (es. G-suite), con la liberatoria di inizio anno le famiglie hanno acconsentito l’uso di piattaforme e ambienti ad uso didattico, quando autorizzati dalla scuola.

Per quanto riguarda l’uso delle immagini di bambine/i e ragazzi/e, fisse e in movimento, desideriamo tuttavia ricordare il divieto di veicolare le stesse in ambienti social o esterni alla scuola (vedi, a questo proposito, La scuola a prova di privacy –  pdf, 3 MB).

Come scelta interna, tuttavia, non pubblichiamo sul sito immagini di studenti in primo piano o con volto riconoscibile, sebbene l’informativa ne permetta la pubblicazione in situazione didattica e per un periodo di tempo limitato. Analoga cautela va posta in casi di utilizzo di ambienti web pubblici, tipo padlet.

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11 Il ruolo dei rappresentanti di classe e dei genitori

Nella nostra scuola, e in particolare in questa occasione, cruciale risulta il ruolo dei e delle rappresentanti di sezione e di classe, vero ponte virtuoso nelle comunicazioni scuola-famiglia. Punti di approdo e di rilancio delle comunicazioni istituzionali relative alla riorganizzazione del servizio, sono essenziali nell’aiuto a mantenere viva la relazione tra le famiglie della stessa classe e della stessa sezione, cercando di intercettare, con delicatezza e discrezione, i bisogni di tutte le famiglie, con particolare riguardo nei confronti delle situazioni più fragili o con meno opportunità.

Particolarmente positiva è stata l’organizzazione di alcuni Meet di confronto: oltre a essere momento di verifica e di feedback, sono stati occasioni importanti per rinsaldare il senso di appartenenza alla comunità scolastica e consolidare il clima di reciproca vicinanza e fiducia, uno degli aspetti cardine della nostra Carta dei valori. Questi momenti saranno periodicamente organizzati.

Ai rappresentanti dei genitori e ai genitori va perciò il ringraziamento di tutta la nostra comunità scolastica, anche per la disponibilità mostrata nell’accompagnare con cura e attenzione i propri figli e le proprie figlie in questo cammino lontano dagli edifici scolastici.

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12 Occasioni di condivisione

Questi tempi di lavoro e di relazioni lontani dalla presenza possono costituire occasione per ripensare al proprio modo di fare scuola e di essere persone di scuola.

Innumerevoli possono essere le occasioni di (auto)formazione e di relazione con altri insegnanti. Fioccano proposte commerciali, gratuite per un certo lasso di tempo, webinar, gruppi social di mutuo aiuto, condivisione di esperienze varie.

Non è facile orientarsi in un universo così popolato di proposte.

Negli scelta di applicazioni e ambienti digitali il consiglio è di attenersi alle indicazioni contenute in questo documento, senza però dimenticare l’opportunità di conoscere altre esperienze e di sondare altre opportunità, che, al di là del momento emergenziale, possano poi accompagnarci una volta tornati a scuola.
A questo proposito, è importante avere consapevolezza che proposte commerciali, date in uso gratuito temporale, rischiano di perdere di continuità; meglio, se possibile, orientarsi su ambienti e soluzioni open source, che si basino su una forte comunità di supporto e consentano un successivo uso in classe senza oneri e con il valore aggiunto di gruppi di insegnanti di mutuo aiuto.

In rete, e in particolare sui social, sono molto attivi insegnanti e gruppi di insegnanti che rendono disponibili tutorial sull’uso di diversi strumenti. Può essere utile frequentare tali spazi, soprattutto quando, lontani da ogni forma di vetrina autocelebrativa, possano costituire interessanti spunti didattici, da riprendere con spirito critico e da adattare, personalizzandoli, al nostro contesto.
Il movimento del ricevere, tuttavia, richiede, per simmetria e senso etico, il movimento del dare.
È perciò auspicabile che anche ciascuno di noi si renda partecipe contribuendo alla crescita della comunità professionale, sia al di fuori della scuola, sia internamente alla scuola. A questo proposito, sono incoraggiati momenti di condivisione tra consigli di classe, dipartimenti, interclassi, sezioni e plessi. Inoltre, riteniamo opportuno la condivisione di spunti didattici attraverso il sito scolastico, in modo pubblico: non come autoattribuzione di merito, ma, piuttosto, come contributo alla intera comunità scolastica, che si esprime in uno specifico contesto territoriale, ma vive della contaminazione positiva tra territori diversi.
Un modo efficace per favorire il ricircolo e il riuso di idee, tutorial o documenti è diffonderli con una licenza che ne consenta la diffusione senza problemi sul diritto d’autore. A questo proposito, il ministero, nel PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale), ha incoraggiato le scuole e gli insegnanti a utilizzare le OER (Risorse Educative Aperte): questo documento nella prima pagina, riporta la licenza Creative Commons by, che consente a ogni opera e produzione di essere riutilizzata liberamente, a fronte della sola attribuzione.

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13 Idee di vicinanza

Per dare concretezza ad alcune azioni di vicinanza, abbiamo inserito nel sito scolastico un’apposita sezione, denominata, appunto “Idee di vicinanza”, con l’intenzione di essere punto di riferimento e di approdo per alcune iniziative nate dal binomio distanza-vicinanza.

All’interno della sezione, in divenire, sono al momento presenti le sottopagine:

  • risorse per la didattica a distanza con una rassegna ragionata degli spazi dedicati alla didattica a distanza, a partire dalla sezione apposita creata dal Miur, e con sviluppo di risorse e guide a cura del nostro team digitale;
  • alcuni spunti a supporto della didattica della vicinanza;
  • alcuni esempi di vicinanza nella nostra scuola dell’infanzia (presto, in considerazione anche di quanto descritto nel punto 12, aperta anche a contributi degli altri ordini)
  • come segno di bellezza distribuita, la sezione una poesia al giorno, che ospita quotidianamente una poesia attraverso segnalazione;
  • Coloravirus, insieme con i tre comprensivi di Corsico, con l’invito a bambine/i e ragazze/i di disegnare arcobaleni di speranza;
  • la fiaccolata virtuale del 23 marzo, condivisa con tutte le scuole di Corsico e oltre altre 600 scuole italiane, con l’invito di esporre un lumino sulla finestra di casa.

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