Ultima modifica: 5 Luglio 2020
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Diventare oceano

Nel saluto ai nostri cari pensionandi, nelle loro parole e testimonianze così cariche di affetto e riconoscenza, c’è la nostra comunità professionale e umana: un cuore pulsante che dà il senso dell’esserci. Insieme. (dal collegio dei docenti del 30 giugno, con profonda gratitudine)

Dedicato a Antonio Gaetano, Maurizia Caldara, Gerardina Clemente, Franco Di Maggio, Antonina Ditta e Anna Gulisano

La poesia iniziale

Questa poesia è stata riportata da Antonina Ditta nella lista dei docenti del nostro comprensivo, poche ore prima del collegio del 30 giugno.

Il fiume e l’oceano

Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura.
A guardare indietro
tutto il cammino che ha percorso,
i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
che a entrare in lui può solo sparire per sempre.

Ma non c’è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.

Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell’esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
e entrare nell’oceano.

Solo entrando nell’oceano
la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell’oceano
ma di diventare oceano 

Khalil Gibran

Il saluto e il ringraziamento ai pensionandi in collegio

L’audio e l’immagine condivisi in collegio

Un filo rosso unisce plessi, pensionandi e tutta la comunità scolastica e umana del Copernico. A cura di Isabella Bonariva

La trascrizione del saluto in collegio

(…) dalla poesia riportata da Antonina Ditta nella lista dei docenti, perché mi piace che ci siano una poesia iniziale e una poesia finale, che coronano un saluto a delle persone che hanno lasciato una parte di sé importante  alla nostra scuola. Evito adesso di leggerle, ma le metto qua a disposizione, nello schermo, perché nel momento in cui una persona regala, dona una poesia alla comunità, dona un pezzo di sé. 

Dentro queste parole c’è un pezzettino di Antonina Ditta, che le ha regalate alla nostra scuola;  e ogni parola ha veramente un significato di grande intensità: “E vede di fronte a sé un oceano così grande che a entrare in lui può solo sparire per sempre. / Ma non c’è altro modo. / Il fiume non può tornare indietro. / Nessuno può tornare indietro. / Tornare indietro è impossibile nell’esistenza. / Il fiume deve accettare la sua natura / e entrare nell’oceano. / Solo entrando nell’oceano / la paura diminuirà, / perché solo allora il fiume saprà / che non si tratta di scomparire nell’oceano / ma di diventare oceano.”

Questi versi che Antonina ha dedicato a sé, e quindi anche a noi, sono un po’ l’espressione, io credo, che la nostra comunità scolastica vuole dare nel salutare queste persone importanti. Ciascuna ha avuto un ruolo significativo. Qui sono unite da questo ipotetico filo rosso, che unisce i nostri plessi, unisce queste idee non sempre uguali di scuola. Ma ciascuno ha dato un pezzo importante per la nostra scuola .

L’ha dato Gerardina Clemente, attraverso il suo paziente e operoso lavoro con i propri bambini, con la sua capacità di rimanere in modo anche non urlato all’interno di una componente scolastica, ma sempre discreto e ricco di buoni consigli, fino all’ultimo di accompagnare Maria Chiara Salvi Alessio nel suo percorso di neoassunta

Poi, questo filo unisce Franco Di Maggio, con cui personalmente non ho avuto tantissime occasioni di frequentazione, ma di cui resta la restituzione dei bambini nel momento in cui hanno salutato la classe, e il loro desiderio di stringersi attorno al loro maestro a dimostrare, anche in questo caso, una presenza continua e significativa, che ha segnato il loro passaggio di anno. 

E poi va a coprire Antonina Ditta, per la quale ho letto in lista parole splendide: una presenza storica nella nostra scuola, con la sua capacità di essere comunque disponibile con tutti. Grandissima mediatrice, capace di trovare sempre la soluzione, anche laddove magari ci sembrava di vedere toni più aspri. Con il suo grande equilibrio nel portare avanti una presenza così appassionata nella scuola. Ricordo ancora quando andavamo a cercare soluzioni per le gite d’istruzione. Una presenza rassicurante e importante e anche di grande professionalità, che ci mancherà.

Così come ci mancherà Maurizia Caldara che, anche se non è presente, è stata comunque un elemento importante della nostra scuola Copernico. Io ho avuto la possibilità di frequentarla soltanto nell’ultima stagione, quando lei era diventata distaccata all’ufficio scolastico ed in lei ho sempre trovato un’idea di scuola assolutamente vicina al mio pensiero, molto orientata all’attenzione del confronti dei bambini e all’espressione massima delle Indicazioni nazionali.

Per poi arrivare con il filo ad Anna Gulisano, che ricordo all’inizio intervenire dall’ultima fila del saloncino, quando alzava la mano e spesso poneva dei problemi, o, meglio, delle questioni. Poi ho colto, attraverso il Tai Chi, la sua grandissima interiorità, tanto da vederla veramente vicina, come una persona di grandissima spiritualità, di grandissimo percorso interiore. Poi ci ha donato una poesia splendida, che ho cercato anche in internet, per quanto era bella. Invece l’ha scritta lei, come regalo a tutti noi. Quindi un’intensa conoscenza, che si concretizzata in questi ultimi mesi.

Per poi andare al nostro mostro di pazienza, di bravura, di disponibilità che è Antonio Gaetano, il vicario dei sogni, potremmo dire. Io mi permetto di dire che mi pregio di avere lavorato con lui, con il suo senso della misura, con la sua saggezza e la sua capacità di ritrovare sempre la soluzione, con una competenza enorme. Pensate, abbiamo fatto i corsi neoassunti e c’è stato da parte dei docenti di tutto in ambito 25 un’apoteosi per quello che riguarda il pensiero tecnologico di Antonio, che con misura, capacità, pazienza, disponibilità ha preso per mano tutto l’ambito. Mi permettete di dire che come dirigente scolastico io ho una gratitudine immensa nei confronti di, mi permetto di dire, questa straordinaria persona.

Credetemi che le cose che ho detto mi vengono dal cuore e sono tutte dedicate a ciascuna di queste grandi persone, che hanno reso più bella la nostra scuola. Ora mi sento di tributare col pensiero una sorta di applauso umano personale e fraterno, un grande abbraccio riconoscente per quello hanno lasciato e per quello che rimarrà dentro di noi. Grazie, grazie di cuore a tutti voi.

Prende la parola Antonio Gaetano: Grazie a voi; sono profondamente commosso. Ringrazio tutti e sono veramente in questo momento con le lacrime agli occhi, vi dico, tanto è vero che ho tolto la telecamera. Vado via veramente dispiaciuto, perché lascio una famiglia, lascio una casa, lascio degli amici e lascio dei colleghi stupendi. Però percepisco anche che ho una certa età e percepisco anche la stanchezza che non mi permette di essere brillante come una volta; quindi è giusto lasciare il posto ai giovani. Me ne vado anche con molta riconoscenza e questo veramente mi fa molto piacere. Non so chi o cosa devo ringraziare: il destino, i miei dei, il mio karma; sento di ringraziare, ma sento anche di essere profondamente grato per il dono che mi è stato dato: poter lavorare con voi per tanti anni. Con molti di voi ho condiviso un pezzo della mia vita; la scuola per me era tutto. Io in 43 anni, se ho fatto forse 20 giorni di malattia sono stati veramente tanti, perché per me la scuola era la mia casa, la mia seconda casa e sono davvero commosso delle parole del dirigente.
Ma, oltre al mio destino, devo ringraziare anche tutti voi: voglio ringraziare prima di andarmene tutti i colleghi che mi sono stati vicini in tutti questi anni. Avete in qualche modo sopportato anche la mia distrazione 0 qualche inadempienza che ho fatto, perché chi lavora commette anche degli errori; mi scuso se ho commesso degli errori, ma sicuramente non erano voluti. Poi ho dovuto far fronte anche a qualche intemperanza verso qualche collega e me ne scuso, perché non fa parte del mio carattere; però siamo umani e può succedere. Quindi, a tutti voi, sinceramente, ma non formalmente, chiedo scusa, e dico grazie con tutto il cuore. Non posso nominare nessuno, perché dovrei fare un elenco lunghissimo, ma dico soltanto che siete stati la mia seconda famiglia e vi porterò nel mio cuore.

(…) Applausi, lunghi e sentiti, da tutto il collegio ad Antonio e a tutti i nostri cari pensionandi 2020.

La poesia finale

Questa poesia è stata donata dall’autrice, Anna Gulisano, a tutti il collegio, come segno di riconoscenza e di vicinanza.

Una poesia al giorno 
di una comunità
luogo d’incontro
luogo di mancati abbracci
luogo dove si rincorrono le immagini

Ognuno afferra la sua
Ecco che il giorno acquista consistenza
in questa strana coesistenza

Di questa strana comunità
sentirò la mancanza
Rivedrò i visi, le voci,
le arrabbiature, le delusioni,
le speranze di ognuno, 
nei giorni che verranno.

Ho sentito il bisogno di salutarvi,
il bisogno, in qualche modo di lasciarvi,
In questa maniera più vera, forse,
che non una festa in primavera.

Anna Gulisano




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