Ultima modifica: 16 Febbraio 2021
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Manifesto della comunicazione non ostile

Virtuale è reale – Si è ciò che si comunica – Le parole danno forma al pensiero – Prima di parlare bisogna ascoltare – Le parole sono un ponte (…) dal Manifesto delle parole non ostili

In occasione del quarto compleanno del manifesto della comunicazione non ostile, dedichiamo questa pagina a un tributo alla parola, convinti che il darne valore, ogni giorno, è compito di ogni educatore, di ogni componente scolastica. È compito della scuola. 

  1. Il manifesto, link alla sua versione pdf per una migliore letturaVirtuale è reale
    Comunico in rete come faccio nel mondo reale, rispettando le persone e le loro differenze, le fragilità e i punti di forza. Scelgo di includere, senza giudicare o discriminare.
  2. Si è ciò che si comunica
    Rispetto la mia identità e decido liberamente di definirmi per come sono, o di non definirmi affatto. Accolgo la complessità e la molteplicità. Valorizzo la diversità creativa.
  3. Le parole danno forma al pensiero
    Evito con cura stereotipi, cliché, allusioni o modi di dire offensivi o sminuenti.
    Contrasto ogni pregiudizio. Scelgo sempre parole chiare e facili da comprendere, corrette, gentili.
  4. Prima di parlare bisogna ascoltare
    Costruisco relazioni fondate sull’ascolto paziente, la comprensione e l’empatia.
    So che opinioni diverse allargano il mio orizzonte, e che dallo scambio nasce il senso di comunità.
  5. Le parole sono un ponte
    Coltivo la curiosità, l’apertura, il dialogo positivo che nasce quando si superano le barriere mentali, sociali, culturali, gerarchiche. Il mio linguaggio sa creare inclusione e cittadinanza.
  6. Le parole hanno conseguenze
    So che le parole possono ferire o curare, sostenere o schiacciare. Parlo in modo tale da comprendere tutte le identità, le condizioni, le appartenenze, gli orientamenti e le culture.
  7. Condividere è una responsabilità
    Prima di condividere testi, video o foto mi domando se aggiungono qualità alla discussione e se promuovono il rispetto. Verifico che le fonti siano oneste, neutrali e veritiere.
  8. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare
    Valorizzo la pluralità delle opinioni e delle esperienze e accolgo ogni diverso pensiero come una ricchezza. Se dissento, favorisco un confronto aperto, civile e costruttivo.
  9. Gli insulti non sono argomenti
    Insultare è un modo di esprimersi violento e primitivo. È doppiamente deplorevole se si indirizza a chi è discriminato e sperimenta la povertà, il disagio, la paura, lo stigma o l’emarginazione.
  10. Anche il silenzio comunica
    Scelgo il silenzio per ascoltare e ragionare meglio. O per spegnere polemiche distruttive. O quando non ci sono parole adeguate, e un gesto di empatia vale più di ogni discorso.

Manifesto della comunicazione non ostile
17 febbraio 2017 – https://paroleostili.it/

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