Ultima modifica: 26 Aprile 2021

Mare nostro

Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell’isola e del mondo sia benedetto il tuo sale sia benedetto il tuo fondale accogli le gremite imbarcazioni senza una strada sopra le tue onde (…) di Erri De Luca

Ieri, durante la cerimonia del 25 aprile, culminata con la deposizione di una corona dinanzi agli ammiragli Campioni e Mascherpa, eroi martiri a cui è dedicata la nostra scuola secondaria, parlando di mare che unisce e abbraccia coste e genti, il pensiero è andato alla vergogna del recente naufragio di 130 migranti avvenuto nel Mediterraneo. Riproponiamo la “preghiera laica” scritta da Erri De Luca, in ricordo del naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa.

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati
 
Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia,
Ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
Fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e  madre prima di partire

Erri De Luca




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