Ultima modifica: 14 Marzo 2020

Era l’11 marzo del 2020

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più. (…) di Irene Vella

La primavera ...vista dalla finestra della scuolaEra l’11 marzo del 2020, 
le strade erano vuote, 
i negozi chiusi, 
la gente non usciva più.

Ma la primavera non sapeva nulla.

Ed i fiori iniziavano a sbocciare,
e il sole a splendere, 
e tornavano le rondini.
Diventava buio sempre più tardi 
e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse.

Era l’11 marzo 2020 
e i ragazzi studiavano sui pc da casa.
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa.
Dopo poco chiusero tutto, anche gli uffici.

L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini 
perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali 
e la gente si ammalava.

Era l’11 marzo del 2020 
e tutti furono messi in quarantena obbligatoria: 
i nonni, le famiglie e anche i giovani.
Allora la paura diventò reale, 
e le giornate sembravano tutte uguali.

Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire.

Ci fu chi diventò dottore 
per aiutare chiunque domani ne avesse avuto bisogno.
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri, 
l’anno in cui il mondo sembrò fermarsi e l’economia andare a picco.

Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti.

E poi arrivò il giorno della liberazione.
Eravamo davanti alla tv 
e il primo ministro disse a reti unificate 
che l’emergenza era finita 
e che il virus aveva perso…
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto.

E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello.

E fu allora che arrivò l’estate, 
perché la primavera non lo sapeva e aveva continuato ad esserci…
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte.

Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita 

Irene Vella

Grazie alla signora Pasetti per la gentile segnalazione




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