Ultima modifica: 23 Dicembre 2017
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Bebras nella secondaria: 45 minuti di alchimia!

Quando la didattica abbandona gli schemi e tocca le giuste corde… La settimana della gentilezza ha portato un’idea: la partecipazione a un concorso di giochi informatico-matematici.

Quando la didattica abbandona gli schemi e tocca le giuste corde…

La classe prima A al lavoroQuest’anno in occasione della Settimana della gentilezza abbiamo coinvolto alcune classi a partecipare a una gara non competitiva di giochi informatico-matematici, chiamata Bebras dell’Informatica. L’intento era duplice: da un lato rafforzare il concetto del lavoro di gruppo e del piacere di condividere sforzi e risultati, dall’altro indurli ad usare un approccio logico per risolvere piccole problematiche quotidiane.

“Ma cosa si vince?” È stata l’unanime domanda degli alunni dinanzi alla nostra proposta di partecipare alla gara.

“Niente!”. Provammo a convincerli che si trattava di una bellissima opportunità per scoprire come la matematica e l’informatica fossero utili e utilizzabili nella vita di tutti i giorni.

Il loro sguardo sgomento lasciava trapelare che la nostra risposta non era stata molto convincente ma, in ogni caso, la prospettiva di saltare qualche ora di lezione per prepararsi per la competizione in aula informatica si era rivelata abbastanza avvincente tanto che, divisi in squadre, si erano lanciati a risolvere i quesiti matematici.

Dopo i primi minuti di delirante confusione un’invisibile alchimia si andava sprigionando nell’aria: a piccoli gruppi discutevano animatamente e si infervoravano davanti lo schermo per stabilire quale soluzione fosse più appropriata o corretta o, si infuriavano se non erano in grado di convincere i compagni della propria squadra che quella individuata fosse la risposta esatta.

A tratti piccoli miracoli accadevano sotto i nostri occhi: c’era chi, normalmente poco attratto dalla matematica, identificava la risposta esatta in un baleno esclamando: “Prof la risposta corretta è questa qui! Non le so dire il perché ma so che è la risposta giusta!”  

Altri, notoriamente più portati, avevano i volti affranti per l’incapacità di capire certi passaggi!

Una gara di giochi matematici nata per gioco è diventata un momento di condivisione e ha stimolato gli alunni a fare un ottimo lavoro tanto da far conseguire ad alcune squadre il massimo risultato: 38/38!
E abbiamo pure degli attestati che lo dimostrano! 

Questa è la scuola che vogliamo: una didattica solida costellata da infinite gare matematiche, strumenti preziosi per far emergere dai nostri ragazzi capacità e intuiti che la didattica classica a volte fatica a valorizzare.

I proff. Basiricò e Candito per il gruppo di materia




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