Ultima modifica: 21 Agosto 2019

Progetto migrazioni

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Storie di migrazioni con la Quinta A

A scuola ultimamente abbiamo parlato delle migrazioni dei popoli e abbiamo invitati alcuni familiari a venirci a trovare.

Sono venute da noi la nonna e la mamma di due nostre compagne e, dopo aver sentito le loro storie in merito ai processi migratori della propria famiglia, abbiamo posto le nostre domande. La signora M.S.L.si è spostata giovane, a 18 anni, e da Caserta si è prima spostata in Germania, giungendo infine a Milano con suo marito. In Germania non riuscivano a trovare un appartamento perché non affittavano ai meridionali; cionostante, si sono trovati bene. Sono andati in Germania soprattutto per cercare lavoro.

Ci ha raccontato che il suo primo fratello è andato a Milano e i suoi cugini in Svizzera. Quando è arrivata, suo marito aveva affittato una stanza ammobiliata per sistemarsi e, solo in seguito, hanno avuto una vera e propria casa. Abitava in via 25 Maggio a Corsico al primo piano e per ogni piano c’era solo un bagno per tutti gli inquilini.

Suo fratello non trovava lavoro, perciò, lo hanno aiutato e ospitato per sette anni a casa loro. Quando ha trovato un lavoro, si è fidanzato, si è sposato ed è andato ad abitare in un’altra casa.

Ha raccontato di essersi trovata bene dappertutto perché, spostandosi in vari posti, ha trovato e conosciuto tante belle persone.

La sua famiglia non l’ ha seguita, eccetto il fratello, e le sue sorelle attualmente vivono nel sud Italia.
All’inizio era triste perché non aveva nessuno a Milano, dopo però si è abituata. Spostandosi ha perso molti affetti. Come tante altre persone che sono dovute andar via dal luogo di origine, ricorda i posti dell’infanzia e le persone con molto piacere.

V.C. invece ci ha raccontato che suo marito è andato in Nigeria, una nazione povera ma ricca di risorse, per progettare degli impianti per l’estrazione del petrolio. 
Quando V. è andata a trovarlo si è accorta che la Nigeria è un Paese povero ma i genitori dei bambini fanno di tutto per mandare i figli a scuola.

Ha raccontato anche che gli uomini possono avere più di una moglie ma non succede più perché non sanno come mantenerle.
I bambini fanno tanti chilometri per andare a scuola e i fratelli più grandi spesso li accompagnano.

Infine, lei ha affermato che i nigeriani hanno accolto bene suo marito.

Questo incontro è stato molto interessante ed emozionante perché abbiamo scoperto di più sulle migrazioni dei popoli e sull’importanza di conservare la memoria storica

Scritto dalla classe VA

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Storie di migrazioni con la Quinta B

Vi presentiamo le emozionanti storie che, il giorno 21 maggio, alcuni genitori della nostra classe sono venuti a raccontarci: sono racconti di migrazione del passato e del presente ed è stato bellissimo poterli ascoltare!

D. è la mamma di un nostro compagno ed è sarda. Ha una malattia chiamata anemia mediterranea e, proprio per questo motivo, lei e la sua famiglia sono migrati dalla Sardegna a Milano quando lei era piccola, alla ricerca di cure. Infatti, 40 anni fa in Sardegna gli ospedali non funzionavano bene come nel Nord e Centro Italia. Per primo è partito il padre che ha cercato lavoro, poi, una volta fatto ciò, l’ha raggiunto tutta la famiglia. A Milano, finalmente, D. ha potuto ricevere delle trasfusioni di sangue e stare meglio, anche se tuttora prende delle medicine. Lei ha definito la Sardegna come la sua terra ma Milano come la sua casa!

Abbiamo intervistato K., mamma di origini brasiliane, tornata in Italia dopo tanti anni per ritrovare le sue radici e per cercare lavoro. Viveva a Spirito Santo, uno Stato vicino a Rio de Janeiro, e lì ha lasciato molti parenti che le mancano molto. I primi ad essere migrati in Brasile erano stati i suoi bisnonni, quasi un secolo fa, attraversando l’oceano in nave. Avevano trovato lavoro in una piantagione e costruito una fattoria in cui si coltivava caffè. Una curiosità su questa regione è che il 75% delle persone che ci vive ha origini italiane! Da quando è in Italia, K. ha problemi con la lingua perché i suoi parenti parlavano solo in dialetto veneto e lei a scuola non ha mai studiato l’italiano: infatti gli italiani venivano discriminati.

R. è nata a Castellammare, un bellissimo paesino in provincia di Napoli, dove, ad un certo punto, c’è stato un terribile terremoto che ha distrutto tutto. Durante la ricostruzione, sono arrivati dei boss criminali che hanno creato tanti problemi alla città e ai cittadini: la situazione è diventata violenta ed invivibile. Per questo, R. ha deciso di andarsene a Milano con il suo fidanzato. Ci ha detto che la sua è stata una vera e propria fuga e che, quando è partita, era triste ed arrabbiata. Non è mai più tornata al suo paese, anche se le piacerebbe farlo. Preferisce la cultura lombarda ma le manca il calore napoletano.

Una delle mamme che è venuta a raccontarci la sua storia, è originaria della Polonia. Ha girato molto: giovanissima è andata in Germania a raccogliere fragole, poi, è andata a Napoli a raggiungere il suo fidanzato, infine, dovendo finire gli studi, è tornata in Polonia per laurearsi. Non ha resistito molto nel suo Paese e, per amore, è tornata nuovamente a Napoli, dove, ha trovato lavoro come baby-sitter. Napoli era troppo caotica per lei e ha deciso di spostarsi da sola a Milano, città molto più simile alla Polonia. Lì è stata raggiunta dalla mamma e dal fidanzato ma, ad un certo punto, ha incontrato una serie di difficoltà: il suo titolo di studio non era valido, la lingua era difficile e ha avuto dei problemi con i documenti. Ha così deciso di tornare in Polonia, dove è nato il suo primo figlio. Con il figlio di pochi mesi ha poi scelto di tornare definitivamente in Italia, dove nel frattempo si era trasferita anche sua madre. A Milano è così nato il suo secondo figlio e ha deciso di restare qui e stabilirsi definitivamente.

Grazie alle mamme che hanno condiviso le loro storie con noi e che, con tanta pazienza ed entusiasmo, hanno risposto a tutte le nostre domande!

Scritto dalla classe VB

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