Ultima modifica: 22 Marzo 2020
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Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera

… Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera; a primavera gonfia la terra avida di semi. (…) di Publio Virgilio Marone

Primavera al Campioni Mascherpa… Alle selve, alle foglie dei boschi è dolce primavera;
a primavera gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
con piogge fertili nel grembo della consorte,
immenso si unisce all’immenso suo corpo,
accende ogni suo germe. Gli arbusti remoti risuonano
del canto degli uccelli, e gli armenti ricercano Venere,
e i prati rinverdiscono alle miti aure di Zèfiro.
E i campi si aprono; si sparge il tenero umore;
ora al nuovo sole si affidano i germogli.
E il tralcio della vite non teme il levarsi degli austri
né la pioggia sospinta per l’aria dai larghi aquiloni,
ma libera le gemme e spiega le sue foglie.
Giorni uguali e così luminosi credo brillarono
al sorgere del mondo; fu primavera, allora.
primavera passava per la terra. Ed Euro
trattenne il soffio gelido quando i primi
animali bevvero la luce, e la razza degli uomini
alzò il capo nei campi aspri, e le belve
furono spinte nelle foreste e le stelle nel cielo …

Publio Virgilio Marone
Traduzione di Salvatore Quasimodo in Il fiore delle georgiche, Mondadori
Tratto dalle  Georgiche – Libro II




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