Settimana della gentilezza 2019 al Copernico: nuove trame emotive
Terza edizione della rassegna sulla gentilezza, promossa dall’IC Copernico. In questa edizione: tre nuovi eventi esterni all’insegna della cura nei confronti della persona, segni distintivi, le attività nelle classi.
L’edizione di quest’anno ha visto la nostra scuola attiva nella costruzione di nuove trame con altre scuole italiane. L’idea di seminare gentilezza e relazioni positive a scuola, infatti, ha visto un numero crescente di adesioni in tutte le regioni. Oltre 120 scuole e 20 regioni coinvolte indicano il desiderio di scuole di fare rete su questo tema (vedi http://www.settimanadellagentilezza.it/le-scuole-19-20/), pur nella consapevolezza che i valori della buona convivenza siano patrimonio di tutte le scuole e siano espresse da svariate declinazioni e in doversi momenti, oltre a quelli canonici legati alla coincidenza con la Giornata mondiale della gentilezza del 13 novembre.
Un passo in avanti: la gentilezza a Sfide, la scuola di tutti
Prima di raccontare brevemente alcuni momenti caratterizzanti le azioni di quest’anno, desideriamo invitare le persone interessate alla terza edizione di Sfide 2020 (Fiera Milanocity, 6-8 marzo 2020), evento che “spazia dall’innovazione alle pratiche inclusive con espositori, idee, progetti, relatori e istituti scolastici per costruire la scuola di tutti.”.
Anche in questa edizione, l’organizzazione ha riservato uno spazio alla gentilezza, che la nostra scuola ha il compito di organizzare e gestire.
L’appuntamento è per venerdì 6 marzo alle 17:30 con “Sii dolce con me. Sii gentile“, titolo che riprende i versi di una stupenda poesia di Mariangela Gualtieri. Parteciperanno, Maria Ramunmo, dirigente scolastica presso l’ufficio scolastico di Prato; Sara Costanzo, pedagogista, curatrice della Rassegna Fare Anima in Educazione; Bimba Landmann, illustratrice e autrice di libri per l’infanzia; Antonella Semilia, docente dell’ITE E. Tosi di Busto Arsizio e insegnante di Yoga della Risata e Anna Di Fonzo, docente dell’infanzia a Morrone del Sannio (CB). L’evento è gratuito. Per iscriversi e saperne di più, visitare la pagina con gli eventi del 6 marzo. (Ultima ora: evento annullato)
Martedì 12 novembre, Aula magna Campioni Mascherpa: Il volto umano dell’esserci
Con Carlo Marconi, maestro e scrittore; Vito Fiorino, salvatore di vite; don Massimo Mapelli, prete di strada
L’incontro è stato introdotto dalla voce di maestra Sara, che ha letto con partecipazione la poesia “Sii dolce con me. Sii gentile” di Mariangela Gualtieri.
Successivamente è intervenuto Vito Fiorino, “falegname e pescatore per passione. Il 3 ottobre 2013 è stato soccorritore durante una delle terribili tragedie del nostro mare, a Lampedusa, dove si è trasferito ormai da molto tempo, trascorrendoci la maggior parte dell’anno. ” (vedi http://www.vita.it/it/story/2018/03/14/i-giusti-di-lampedusa/200/). A lui si devono 47 vite salvate e il memoriale che ricorda nome per nome tutte le vittime del naufragio che portò la morte a poche centinaia di metri dalla spiaggia dell’isola dei conigli (vedi un estratto della cerimonia sul sito della Rai).
Don Massimo Mapelli, “prete di strada”, da sempre vicino alle persone con difficoltà, accompagnato da un’educatrice e da tre ragazzi, dopo una breve introduzione ha dato voce all’intenso racconto di due ragazzi giunti in Italia attraverso una pericolosa traversata via mare e ora accolti nella sua comunità. Particolarmente significativo e carico di umanità è stato lo spontaneo abbraccio finale che Yasser ha condiviso con Vito Fiorino, come segno di riconoscenza e tangibile testimonianza del significato del volto umano dell’esserci.
Carlo Marconi, autore di libri per ragazzi sulla cittadinanza attiva e sulla Costituzione, ha regalato al pubblico, con dolce garbo e rispettosa partecipazione, alcune filastrocche tratte dal suo ultimo libro “Di qua e di là del mare, edizioni Gruppo Abele.
Seguono alcuni filmati sottotitolati (per attivare i sottotitoli, cliccare in corrispondenza dell’icona corrispondente nella parte inferiore del riproduttore)
Maestra Sara legge “Sii dolce con me. Sii gentile” di Mariangela Gualtieri
Il racconto di Yasser (stralcio)
Carlo Marconi, Al di qua e al di là del mare
Galleria di immagini
- don Massimo Mapelli
- Vito Fiorino
- Vito Fiorino
- Maestra Sara Corti
- Si inizia
- Il racconto di Yasser
- Carlo Marconi
- Carlo Marconi
Mercoledì 13 novembre, Corridoio della scuola primaria Curiel: Le mappe delle emozioni
Con Bimba Landmann (autrice e illustratrice di libri per l’infanzia)
Bimba Landmann l’ho conosciuta a Pisa, durante la rassegna Fare anima in educazione, organizzata da Sara Costanzo, gradita presenza a Sfide (6 marzo 2020). Bimba colpisce per naturalezza e autenticità: ci restituisce il valore insito in ogni bambino e in ogni persona, perché ciascuna persona umana è potenziale artista. La scommessa è liberarsi dai fardelli del pre-ordinato per lasciare spazio all’espressione di sè, al desiderio di bellezza e di sperimentare. Un po’ come la tecnica dell’acquerello dove capita che il colore vada dove vuole lui e tu provi a seguirlo creando dall’errore, dall’imprevisto, dallo stra-ordinario.
Nell’incontro ci regala il racconto del suo ultimo libro “Mappe delle mie emozioni” e di pagina in pagina sembra dirci, in lieve continuità con la Sara Vincetti delle mappe delle parole belle, che le mappe dell’anima serbano territori inesplorati, ma intensamente suggestivi.
Al temine dell’incontro un altro dono inaspettato: un acquerello come una notte stellata, tutto per noi.
Bimba Landmann e l’artista che è in noi
Bimba Landmann ci dona un acquerello
Galleria di immagini
- rptoz
- dav
Venerdì 10 gennaio, Saloncino della primaria Copernico: Per una scuola felice e pacifica
con Marianna Vaccalluzzo (maestra dell’infanzia di Torino) e Luciana Bertinato (maestra, allieva di Mario Lodi, di Soave)
Marianna e Luciana: due modi complementari di intendere la scuola felice, scuola dello sguardo e della cura.
Marianna Vaccalluzzo, maestra della scuola dell’infanzia Vittorio Veneto di via Sospello di Torino) già la conoscevamo. A maggio 2019 avevamo scelto Torino come seconda tappa dell’attività di visiting alle scuole belle intorno a noi. Conquistati dall’attenzione e dalla cura nei confronti di ogni bambino, dagli allestimenti, dal valore dato alla documentazione, dallo sguardo incoraggiante che sembra dare fiato, con rispettosa giusta distanza-vicinanza, allo sguardo bambino che si nutre di incanto e ricerca.
Nelle diapositive e nelle parole di Marianna sembra emergere un’idea di scuola viva, in intima connessione con il mondo naturale e con emozioni che sanno di tenerezza, tra la poesia del fare autentico e la tensione nei confronti del bambino scienziato, insieme esploratore e ricercatore.
Anche Luciana Bertinato non era per noi sconosciuta. Durante l’estate diverse maestre si erano cimentate nella lettura del suo libro “Una scuola felice”, diario di un’esperienza didattica sulle orme di Mario Lodi, riferimento assoluto della scuola attiva, ancorata ai valori della Costituzione e, già dagli anni Settanta, capace di rivoluzionare il fare scuola.
Toccanti le parole di Luciana nel ricordare la sua frequentazione con Lodi e l’incontro del maestro con don Milani; ricchi di stimoli i racconti dell’esperienza di maestra a Soave, dove ogni avvenimento diventava occasione di crescita umana, civile e culturale. Poi, verso la fine, l’ultima suggestione: da un album di figurine all’incontro con il giocattolaio Roberto Papetti e la generazione di un’idea formidabile, in grado di conquistare scuole, strade e piazze di tutta Italia. Nasce la carovana dei Pacifici, mille modi per esprimere il desiderio e la volontà di pace.
Marianna Vaccalluzzo: “Tu sei prezioso nella mia vita”
Luciana Bertinato: da un divieto a un’opportunità di scuola viva
Carlo Marconi: “… è già fiorito un piccolo ricamo”
Galleria di immagini
- Luciana Bertinato
- Pacifici e Costituzione
- Foto ricordo
- Foto ricordo
- Carlo Marconi
- Carovane di Pacifici
- Foto di gruppo
- Luciana Bertinato
- Maestra Marzia con i Pacifici
- Marianna Vaccalluzzo
- Foto ricordo
- Marianna Vaccalluzzo
Le attività delle classi
Anche quest’anno, sviluppate in modo appropriato all’età dei bambini e delle bambine, hanno visto l’avvicendarsi di incontri, attività, pensieri e riflessioni sul tema della gentilezza insieme, dove l’essere parte di una comunità richiama l’essenza della gentilezza: movimento che non richiede nulla in cambio, ma che si esprime nella predisposizione alla relazione positiva.
Dagli angoli dedicati e dalle letture della scuola dell’infanzia, alla costruzione di suggestivi Patchwork nella primaria e nell’infanzia, alle barchette della secondaria a tanto altro.
Galleria di immagini
- All’infanzia
- Barchetta gentile
- Le cortesie più piccole
- Lavori in corso
- nfdBarchette gentili
- Barchetta gentile
- Barchetta gentile
- Striscione infanzia
- Angolo gentile
- Striscione infanzia
- Barchette gentili
- Book crossing
Segni e simboli
Confermati gli striscioni, alcuni dei quali hanno visto all’opera le generose e creative mani di diverse mamme, la novità di quest’anno è stato il patchwork, dall’alto valore simbolico. Ogni pezzo di stoffa come un bambino; il patchwork di classe come metafora della comune appartenenza; il patchwork di istituto come segno di una comunità dove ciascuna e ciascuno è parte importante e necessaria.
Galleria di immagini
- Striscione
- Striscione
- Striscione Campioni Mascherpa
- Patchwork
- Striscione
- Mamme al lavoro
- Striscione
- III Settimana della gentilezza
Contenuti speciali
Nel riportare i testi degli interventi video inseriti nell’articolo, ci piace suggerire la sottotiolazione come tecnica dall’alto valore etico e didattico: consente a chi non sente di fruire del contenuto; è esercizio interessante dal punto di vista linguistico (parlato e scritto seguono grammatiche differenti, dovute anche ai tempi diversi di lettura e ascolto); moltiplica la documentazione mettendo a disposizione un contenuto testuale indipendente.
Io gli ho detto: “Pazienza, ci provo.” Il racconto di Yasser, quasi 18 anni
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(Don Massimo Mapelli) Loro vengono tutti e due dall’Egitto e quando sono arrivati a casa nostra avevano 12 e 13 anni e a quell’età avevano fatto un viaggio in barca da soli. Non sono sbarcati a Lampedusa, meno male, ma tutti e due in Sicilia. Sono arrivati a casa nostra a 12 anni, per cui sono da noi da 3- 4 anni.
Stanno facendo un percorso, che poi spiegheranno loro. Hanno gli educatori. Hanno un papà un po’ rompiscatole, che sono io, una mamma, che è Licia, a volte più rompiscatole del papà; ma un pochino come tutte le mamme, che poi vogliono loro bene e trovano le strade giuste per loro. Loro sono grandi, per cui non faccio le domande. Ivan poi ha un po’ a faccia di tolla e può parlare da solo, Yasser è un po’ più timido, ma ha imparato, e quindi …tocca a loro.
(Yasser) Mi sentite?
(Pubblico) Sì.
(Yasser) Bene, allora.
Io, come ha detto il don, mi chiamo Yasser e vengo dall’Egitto, ho quasi 18 anni e vivo con loro da 4 anni e un po’. Diciamolo subito: io quando sono arrivato, non è che ero chissà che angelo… Loro ce l’hanno messa tutta per me.
Io l’ho capito un po’ dopo, ma credo che io ce la stia facendo. Devo ringraziare prima di tutto il cuore loro perché loro mi hanno sopportato in tutti i casi, anche perché ne ho combinate di ogni. Beh, no…, diciamo che li facevo arrabbiare un po’ troppo.
Tutto inizia quando avevo 11 anni. A 11 anni nel nostro paese un ragazzo, a parte chi va a scuola (segno virgolette con dita), inizia a lavorare.
Io andavo a scuola al mattino; facevo lezioni private al pomeriggio e alla sera andavo a lavorare tutta la notte.
Riguardo alla scuola ci andavo. Chi voleva starci, ci stava, ma non faceva niente. Perché lì praticamente non si fa niente, nessuno si prende cura; ad esempio, i professori di sostegno, che stanno ad aiutarti, là non esistono. Se vuoi far qualcosa, la fai; se no, puoi fare quello che vuoi.
Io comincio a lavorare per un po’ in un allevamento di galline per 8 mesi; praticamente le tiravamo fuori la sera per poi portarle a mangiare e a vendere il giorno dopo.
Sono andato avanti per 8 mesi alla fattoria del padre di un mio amico e dopo un po’ gli ho detto: “Guarda, non ce la faccio più, sono stanco”. Avevo 11 anni. Lui mi ha detto: “Prendi e fa quel che vuoi, tanto sai dove è la porta. Quando vuoi, torna a bussare.” E io gli ho detto: “Va bene”.
Inizio a parlare con mio padre. Vedevo tanti miei amici partire e gli ho detto: “Senti, io vedo come è la situazione; non prendiamoci in giro, come dice mamma, che va tutto bene. Io voglio partire, perché, ad esempio, con lo studio non ce la farò mai, anche perché non mi piace studiare. Vedo come è la situazione; sinceramente preferisco potere avere un lavoro decente per potervi aiutare.
Lui mi ha detto: “Dammi un po’ di tempo che ci penso”. E io gli ho detto: “Però ascolta una cosa: Se mi dici di sì, mia madre non deve saperlo, perché io sono il figlio più piccolo e ho altri due gemelli.” Mi ha detto. “Va bene, poi vediamo”.
Una sera l’ha detto (alla mamma) ed è successo un casino… Lei non voleva e mi ha lanciato una ciabatta in faccia.
Il giorno dopo decide di farmi partire. Parto da casa, vado ad Alessandria d’Egitto.
Per 4 giorni stiamo chiusi in un appartamento. Al quinto usciamo, facciamo un giro in città e arriva il gommone. Eravamo divisi in gruppi. Ogni gruppo era composto da 50 persone.
Saliamo tutti. Beccano alcuni che erano in gruppo con me: schiaffi, calci, pugni di qua e di là. Li hanno portati addirittura in carcere, ma dopo un po’ sono usciti, del resto non erano accusati di niente.
Prima di uscire dalla porta di casa mia, mio padre mi ha detto tre cose: “Tu o muori in Italia, o torni a casa o muori. Le possibilità sono queste, non ce ne sono altre.” Io gli ho detto: “Pazienza, ci provo.”
Prendiamo il gommone, salgo, passiamo la notte. La mattina subito presto prendiamo un’altra barca, poi prendiamo la terza, che è quella con cui abbiamo fatto il viaggio. Eravamo in 350. La barca ha fatto avanti e indietro per due giorni per recuperare gente dalle altre parti.
Riguardo alle condizioni, da mangiare c’era pane con la muffa, formaggio nelle scatole, non ti dico da quanto tempo. era così, perché, appena lo apri, senti già la zaffata che ti arriva in faccia.
E non puoi farci niente.
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Che stupida idea pensarsi migliore per via della pelle, per via del colore: Carlo Marconi legge una sua filastrocca
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In una filastrocca si rischia di mettere cose un po’ banali, cose che dicono tutti. Non cè niente di male a dir cose che tutti dicono, se son cose giuste…
Però la filastrocca deve essere un po’ … sorpresa, altrimenti se non fa sorpresa…
E allora ho chiesto aiuto.
E l’aiuto mi è arrivato da una persona da cui non mi sarei aspettato niente di buono, soltanto cattiverie e dispetti.
Invece questa persona mi ha aiutato.
Sai chi è?
È la strega di Biancaneve!
Specchio, specchio delle mie brame,
chi è la più bella di tutto il reame?
Io candido giglio del prato
o lei nera come il catrame?
Specchio, caro specchio fatato,
chi è il più grazioso del principato?
Lui pallido come la fame
o io dolcezza di cioccolato?
Che stupida idea pensarsi migliore
per via della pelle, per via del colore
Io preferisco nell’universo
usare rispetto per chi è diverso
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Eppure quell’errore crea un magia tale che poi noi serviamo quella magia: incontro con Bimba Landmann
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Non c’è più quest’idea per cui il prato deve essere per forza verde o il viso deve essere per forza in un modo; cioè, se noi studiamo, conosciamo l’arte e vediamo i miliardi di modi con cui sono stati rappresentati dei volti, dei paesaggi, eccetera eccetera, scopriamo che l’individualità è la cosa importante. Ognuno può avere da dire qualcosa, può essere qualcuno, può essere qualcosa.
Questo per me è la base. Anche quando faccio i laboratori non mi interessa la tecnica, solo la tecnica; mi interessa il percorso, proprio per eliminare queste paure, questi timori, queste sovrastrutture, queste idee preconcette, ma entrare in un territorio inesplorato, in un’avventura che è proprio conoscitiva anche di noi stessi e direi anche del mondo.
Questo capita soprattutto con il lavoro fatto ad acquarello, che è una tecnica molto casuale: spesso l’acqua va dove vuole lei, il colore fa quello che vuole lui. Noi possiamo avere anche delle idee iniziali tipo “io adesso voglio rappresentare questa cosa”, ma non è mica sempre così, perché poi a un certo punto può succedere che un colore si rovescia, una cosa cade e una cosa si muove.
Eppure quell’errore crea un magia tale che poi noi serviamo quella magia; è la magia che ci fa camminare, è da questa che impariamo e scopriamo qualcosa di diverso. Si tratta di territori anche più irrazionali, più poetici, più emozionali.
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Tu sei prezioso nella mia vita: Marianna Vaccalluzzo
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La struttura è molto grande: dove viene spiegato che i bambini utilizzano la zappa, dove viene spiegato che viene autorizzato anche il gioco della lotta , il gioco con i bastoni, perché quello è il: “Sei altro”. Quello è “io mi autoregolo, io mi regolo”.
E se non faccio quel gioco della lotta come fanno i cuccioli, io questa cosa non la potrò mai capire se qualcuno me la spiega a voce e non lo faccio con il corpo.
Corpo e mente devono essere uniti, devono essere insieme
È una scuola molto faticosa per gli adulti, perché tu devi reinventare tutti i giorni e tutti i giorni devi fare uno spazio enorme dentro di te per accogliere l’altro e per dire all’altro: “Tu sei prezioso nella mia vita”, “Io ti vedo”, “Tu puoi esprimerti come sai”
E non è questa la scuola felice?
Nel senso che un po’ si perde con i progetti,… Poi noi li facciamo…; tutta la scuola noi la facciamo, perché i campi di esperienza, i documenti ministeriali ci sono. Ma vengono solo fatti in un altro modo.
Grazie
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Un piccolo ricamo: filastrocca di Carlo Marconi
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Allora vediamo se me la ricordo, vorrei dirvi questo:
Chissà forse un inciampo o uno sgambetto
un sasso o le sporgenze della strada
un dispiacere mi si annida in petto
e graffia come punta di una spada
A terra con la faccia nella terra
singhiozzo tutta la disperazione
finché una presa solida mi afferra
sussurra cose belle cose buone
sulle ginocchia mentre ci abbracciamo
è già fiorito un piccolo ricamo
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Allegati


































































