{"id":13685,"date":"2021-01-08T23:19:58","date_gmt":"2021-01-08T22:19:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/?page_id=13685"},"modified":"2021-01-08T23:22:02","modified_gmt":"2021-01-08T22:22:02","slug":"sara-costanzo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/settimana-della-gentilezza\/gentilezza-2020\/incontri\/parole-di-cura\/materiali\/sara-costanzo\/","title":{"rendered":"Sara Costanzo"},"content":{"rendered":"<div class=\"riassunto\">\n<p>Questa pagina riporta l&#8217;intervento di Sara Costanzo, \u00a0pedagogista, formatrice e <em>counselor;<\/em> curatrice della rassegna <em>Fare anima in educazione<\/em>. <br \/>\nOltre alla possibilit\u00e0 di sentire l&#8217;audio, abbiamo pensato di proporre anche la trascrizione testuale. In questo modo, oltre a favorire una seconda modalit\u00e0 di fruizione, utile per le persone con difficolt\u00e0 uditive, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di espandere il testo con alcuni link. Il testo, inoltre, facilmente selezionabile, diventa un lancio per ulteriori riusi.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p><em>IC Copernico di Corsico, mercoled\u00ec 25 novembre &#8211; IV Settimana della gentilezza<\/em><\/p>\n<p>Ascolta l\u2019audio della prima parte dell&#8217;intervento di Sara Costanzo<\/p>\n<p><audio controls=\"controls\"><source src=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/materiali\/parole-di-cura-costanzo1.mp3\" type=\"audio\/mpeg\" \/>Your browser does not support the audio element.<\/audio><\/p>\n<p>Ho pensato di raccontare qualcosa che mi riguarda, quindi dar\u00f2 testimonianza di cosa sia per me la parola soccorrevole.<\/p>\n<p>Mi sono chiesta come \u00e8 nato questo termine \u201csoccorrevole\u201d e devo dire che \u00e8 partita una riflessione sul dolore nel periodo del <i>lockdown <\/i>di marzo, che mi attraversava e che spesso ancora mi attraversa, perch\u00e9 la chiusura, l&#8217;atteggiamento repressivo e la paura mi hanno toccata in profondit\u00e0, non soltanto in questo tempo, in questo lockdown, ma anche nell&#8217;anno che lo precede. Per me \u00e8 stato un anno molto difficile, perch\u00e9 durante questo tempo ho perso due persone che amo molto e devo dire che il termine soccorrevole forse per la prima volta l&#8217;ho percepito stando accanto alla mia insegnante, alla mia maestra, che si chiama Marina Barioglio e che ricordo anche oggi. Marina ha avuto un melanoma, ma \u00e8 stata una cosa molto dolorosa, fulminante, veloce. Lei mi ha chiesto di accompagnarla dentro questo spazio di congedo; sono stati mesi di grande intimit\u00e0, di donne in intimit\u00e0, di sorelle, di madri, di figlie. In questo tempo ho sentito il soccorso della parola e anche del silenzio. Ho sentito allora che per me \u00e8 soccorrevole la parola ogni volta che d\u00e0 voce ad ogni perdita della mia voce; e ogni volta che io perdo la voce sento che una parola mi soccorre, mi raggiunge e mi fa vedere l\u2019ossatura. A volte \u00e8 il silenzio ed \u00e8 il gesto dell&#8217;altro, a volte \u00e8 la natura, a volte \u00e8 un tramonto e a volte \u00e8 il mio gatto che \u00e8 soccorrevole. E a volte sono i grandi maestri &#8211; <a href=\"https:\/\/altritaliani.net\/nei-libri-piove-christian-bobin-e-lelogio-della-semplicita\/\">Bobin<\/a> (link a un articolo sull\u2019autore) li chiama \u201c<a href=\"https:\/\/www.animamundiedizioni.com\/la-letteratura-eterna\/\">le bende della letteratura eterna<\/a>\u201d <i>(link di approfondimento<\/i>) &#8211; che ci soccorrono, i poeti, e allora, quando arrivo a sentirmi inerme e scarnificata, io percepisco che soltanto il soccorso della parola, che arriva in visita, mi tiene in vita e mi mette a nudo, perch\u00e9 spesso io mi sento in pericolo e sento anche i pericoli degli altri. E accade che, quando il pericolo lo si percepisce in profondit\u00e0, si diventa molto presenti e purtroppo io spesso perdo questa presenza a me stessa e alle cose e la ritrovo quando accompagno il dolore dell&#8217;altro e quando l&#8217;altro accompagna il mio<\/p>\n<p>Quello che significa per me soccorrevole \u00e8 proprio attraversare insieme il male, il vuoto; attraversare la bellezza che c&#8217;\u00e8 anche in quel momento in cui tutto sembra improvvisamente spento; e allora la parola mi raggiunge, pronunciando dei suoni, talvolta delle vibrazioni e dei pensieri, che raggiungono la mia anima ed \u00e8 a volte uno sguardo o un colore del tramonto sugli alberi. Mi sento di dire che, quando la parola arriva satura di questa vibrazione dell&#8217;anima, trovo conforto, trovo consolazione, perch\u00e9 sento che quella parola \u00e8 vera; ed \u00e8 questa forza che ha l&#8217;anima: non \u00e8 opaca, non tende a esagerare, non ha eccessi, non \u00e8 falsa, ma mi annaffia limpidamente; ed \u00e8 improbabile che tutte le volte che questa parola mi raggiunge io non sia messa a nudo, perch\u00e9, ogni volta che il linguaggio dell&#8217;anima si rivela, traspare la mia venatura pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 bella, pi\u00f9 sincera; traspare anche la vibrazione di quel soccorso che diventa come un diapason, un aspetto eterno di connessione. E divento pi\u00f9 porosa a quella che \u00e8 la violazione dell&#8217;altro; e allora la parola fa questo miracolo dentro di me: mi apre e mi rende pi\u00f9 capace di accogliere i suoni pi\u00f9 silenziosi; e mi sembra che pianti una spiga di grano nel mio cuore, perch\u00e9 dopo quel grano nel tempo matura e diventa farina e pane. E mi sento di dire che a volte la parola soccorrevole non si rivela nell&#8217;istante, ma ha bisogno di tempo ed \u00e8 il tempo del fare il pane. Il tempo della posa, il tempo del calore, il tempo dell\u2019attesa, perch\u00e9 a volte la parola soccorrevole si rivela soltanto dopo avere attraversato l&#8217;attesa e l&#8217;incontro. E accade che, quando succede questo miracolo in cui il pane viene mangiato, gustato, allora percepisco l&#8217;umanit\u00e0, le umanit\u00e0 in viaggio dentro quelle parole.<\/p>\n<p>\u00a0\u00c8 come una visita, \u00e8 come una grazia ricevere il soccorso di parole, gesti, silenzi, che sono portatori di anima. E la cura che mi d\u00e0 il dono di questa parola mi apre completamente a vivere limpidamente il bene e il male; e credo che le parole soccorrevoli siano come delle scintille.<\/p>\n<p>Ho la sensazione che il pane sia bello, caldo condiviso insieme ad altri, e improvvisamente il soccorso diventa un mutuo aiuto reciproco, che si trasforma in una festa anche durante il dolore. Scintille, perch\u00e9 nella notte, nel buio bruciano la notte; sono scintille, perch\u00e9 mi ricordano le scintille delle parole dei bambini, quando sono in quell&#8217;et\u00e0 in cui in qualche modo cercano delle risposte alle loro domande di senso pi\u00f9 profonde. Mio mio figlio mi chiedeva: perch\u00e9, mamma, questa cosa; perch\u00e9 quest&#8217;altra; quando aveva 3 anni, 4 anni ha continuato a chiedermi il perch\u00e9. Ecco, allora credo che le parole della notte, queste scintille che sparano dritte, che scavano siano proprio soccorrevoli, nel senso che mi mettono in cerca di risposte. Non mi danno subito la risposta, ma mi mettono in un atteggiamento di ricerca e devo dire che esistono proprio scintille che sono folgori balenanti: non \u00e8 un&#8217;impressione mia, ma \u00e8 di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Martin_Buber\">Martin Buber<\/a> (<i>link alla voce di Wikipedia<\/i>), il quale vede nella folgore un&#8217;intuizione per attraversare il tempo della notte. Sono parole soccorrevoli, perch\u00e9 sono vive come scintille e mi raggiungono, mi fanno camminare, mi nutrono anche nel silenzio.<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 bella per me della parola soccorrevole \u00e8 che non mi d\u00e0 tregua, perch\u00e9 mi suona e mi risuona; e mi porta via dal pericolo; e, quando sento questo, sento gratitudine estrema per tutto ci\u00f2 che \u00e8 poetico, che \u00e8 grano, che \u00e8 pane, che \u00e8 scintilla, perch\u00e9, quando si riceve, il nostro cuore si trasforma. La gratitudine \u00e8 sorella della tenerezza e, se nasce un senso di tenerezza per il mondo, ma anche per la mia fragilit\u00e0 o per la fragilit\u00e0 dell&#8217;altro, allora posso dire che quella parola soccorrevole mi ha messo al mondo ancora.<\/p>\n<h3>Altre risorse<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa pagina riporta l&#8217;intervento di Sara Costanzo, \u00a0pedagogista, formatrice e counselor; curatrice della rassegna Fare anima in educazione. Oltre alla possibilit\u00e0 di sentire l&#8217;audio, abbiamo pensato di proporre anche la trascrizione testuale. 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