{"id":13691,"date":"2021-01-08T23:32:19","date_gmt":"2021-01-08T22:32:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/?page_id=13691"},"modified":"2021-01-10T12:00:12","modified_gmt":"2021-01-10T11:00:12","slug":"mariapia-veladiano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/settimana-della-gentilezza\/gentilezza-2020\/incontri\/parole-di-cura\/materiali\/mariapia-veladiano\/","title":{"rendered":"Mariapia Veladiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"riassunto\">\n<p>Questa pagina riporta l&#8217;intervento di Mariapia Veladiano,\u00a0 dirigente scolastica, scrittirce, vincitrice del Premio Calvino 2010, e seconda al Premio Strega 2011. <br \/>\nOltre alla possibilit\u00e0 di sentire l&#8217;audio, abbiamo pensato di proporre anche la trascrizione testuale. In questo modo, oltre a favorire una seconda modalit\u00e0 di fruizione, utile per le persone con difficolt\u00e0 uditive, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di espandere il testo con alcuni link. Il testo, inoltre, facilmente selezionabile, diventa un lancio per ulteriori riusi.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p><em>IC Copernico di Corsico, mercoled\u00ec 25 novembre &#8211; IV Settimana della gentilezza<\/em><\/p>\n<p>Ascolta l\u2019audio della prima parte dell&#8217;intervento di Mariapia Veladiano<\/p>\n<p><audio controls=\"controls\"><source src=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/materiali\/parole-di-cura-veladiano.mp3\" type=\"audio\/mpeg\" \/>Your browser does not support the audio element.<\/audio><\/p>\n<h4>La presentazione<\/h4>\n<p>Scarica la presentazione di accompagnamento <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Parole-di-cura-2020-veladiano.pdf\"><em>Parole di cura, a cura di Mariapia Veladiano<\/em><\/a> (pdf, 735 kB)<\/p>\n<h3>L&#8217;intervento, prima parte<\/h3>\n<h4>L&#8217;espressione parole di cura<\/h4>\n<p>Parole di cura \u00e8 un&#8217;espressione bella; la parola cura \u00e8 una parola bellissima, ma, se usata per la scuola, bisogna stare molto attenti: molto frequentemente la psicologia sociale ci dice che il fatto che la scuola, l\u2019insegnamento siano percepiti come attivit\u00e0 prevalentemente di cura \u00e8 una delle ragioni per cui \u00e8 stata solo in Italia affidata prevalentemente alle donne; e il fatto che in Italia tutto ci\u00f2 che \u00e8 femminile \u00e8 immediatamente svalutato \u00e8 una delle motivazioni per cui la scuola \u00e8 considerata passibile di essere chiusa in questi tempi un po&#8217; difficili che noi stiamo vivendo. o, comunque, un&#8217;attivit\u00e0 che qualche modo pu\u00f2 essere poco retribuita e anche poco considerata.<\/p>\n<p>Quindi, la parola cura \u00e8 una parola bellissima che uso molto quando parlo di scuola ma bisogna avere molto presente che \u00e8 una parola che va sempre messo insieme a molte altre che sono educazione, responsabilit\u00e0, condivisione delle responsabilit\u00e0, socialit\u00e0 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Questo tempo del nostro confinamento, questo tempo impensato della pandemia ha fatto tornare di moda la parola. Non \u00e8 scontato; noi abbiamo dissipato per\u00f2 negli ultimi almeno 30 anni della nostra vita politica italiana in un modo indecente, al punto che molte parole, anche bellissime, hanno subito dei rovesciamenti di cui i linguisti hanno parlato: la parola libert\u00e0 confusa con la parola sicurezza, o, quanto meno, mescolata; la parola inclusione, che, introdotta nella scuola italiana, \u00e8 una parola quasi come rivoluzionaria e sovversiva. Quindi tante parole sciupate, anche devastate. Io un po&#8217; ridendo, dico che dopo che abbiamo fatto delle pubblicit\u00e0 martellanti, in cui la parola amore \u00e8 stata associata con il sapore, fare l&#8217;amore con il sapore, \u00e8 molto difficile parlare seriamente d&#8217;amore; insomma, tirar fuori qualcosa di serio parlando d&#8217;amore.<\/p>\n<h4>La parole della pandemia<\/h4>\n<p>Eppure adesso, con la pandemia con questo sconfinamento, c&#8217;\u00e8 un proliferare straordinario di interventi sulle parole. Un libro molto bello che \u00e8 uscito in questo periodo, proprio in questi mesi, \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.letture.org\/parole-che-allungano-la-vita-pensieri-per-il-nostro-tempo-ivano-dionigi\"><i>Le parole che allungano la vita<\/i><\/a> per Cortina editore; l&#8217;Emilia Romagna teatro ha fatto sta facendo una <a href=\"https:\/\/lettureincontri.emiliaromagnacreativa.it\/evento\/etimologie-coraggio-e-popolo\/\">rassegna teatrale tutta dedicata alle parole<\/a> in collaborazione con Radio Rai 3 come <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/148503045167698\/videos\/751493622104078\/\">popolo, coraggio<\/a> (<i>link al video #etimologie1, canale Facebook ERT) <\/i>, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/148503045167698\/videos\/2671930059739496\/\">cura<\/a> (<i>link al video #etimologie2, canale Facebook ERT)<\/i>,\u00a0 e ancora una volta <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/148503045167698\/videos\/371142937305213\/\">scuola<\/a> (<i>link al video #etimologie3, canale Facebook ERT); <\/i>poi ancora Eugenio Borgna, \u00e8 stato gi\u00e0 citato, ma da sempre parla delle <a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/catalogo-libri\/scienze-sociali\/sociologia\/le-parole-che-ci-salvano-eugenio-borgna-9788806232825\/\">parole come salvatrici<\/a>, io cito questo libro che \u00e8 una meraviglia; il festival biblico <i>Io sono di Vicenza<\/i> ha fatto una <a href=\"https:\/\/youtu.be\/CR94DMLsD3g\">lettura magistrale bellissima con Vera Gheno<\/a> (<i>link a Youtube, canale festivalbiblico) <\/i>sul potere delle parole; Tv2000 in questi giorni ha lanciato con Simone Cristicchi una trasmissione molto bella, dal titolo <a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/blog\/2020\/10\/08\/le-poche-cose-che-contano\/\"><i>Le poche cose che contano<\/i><\/a>. \u00c8 come se la parola l\u2019avessimo riscoperta.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;abbiamo riscoperta? Allora, innanzitutto, qui ringrazio una collega che ci sta ascoltando: si chiama Daniela Bellabarba, una collega dell&#8217;Istituto Comprensivo Pertini di Padova, che ha dei figli in America, come spesso capita oggi; e mi faceva osservare, proprio nel tempo del primo confinamento, come la California avesse scelto come espressione per dire stare a casa, per difendere la salute delle persone, l\u2019espressione <i>Shelter in place.<\/i> Invece, noi italiani abbiamo scelto l\u2019espressione inglese <i>lockdown.<\/i> Allora, sono solo parole, ma sono esattamente due mondi. Allora, l&#8217;espressione Shelter-in-Place pu\u00f2 spiegarla probabilmente molto meglio di me Maria Ramunno. Comunque, \u00e8 stata coniata per dire \u201cstate in casa per proteggervi\u201d; questo \u00e8 il <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Li611hH1tGU\">decreto<\/a> (<i>link a Youtube, canale abc10) <\/i>che la California ha pubblicato per dire: \u00e8 necessario operare sostanzialmente una serie di scelte per proteggere la nostra salute pubblica. Guardate come avviene formulato in modo sempre positivo. <a href=\"https:\/\/www.yai.org\/covid-19\/resource\/state-california-shelter-place-order\">Shelter-in-Place Order<\/a> e questo caso \u00e8 l&#8217;ordinanza, quindi una disposizione. No E dice quello che si fa, perch\u00e9 si fa, cosa si deve fare e d\u00e0 tutte le indicazioni perch\u00e9 i cittadini siano in grado. Quando nei notiziari si parla del confinamento, non viene mai usato in termine <i>lockdown. <\/i>In questa espressione Shelter-in-Place. Shelter vuol dire proteggersi; ha che fare, ad esempio, con la protezione di una capanna in un bosco, con la protezione rispetto a un pericolo, all&#8217;interno di una famiglia; cio\u00e8 il principale significato ha che vedere con la natura; trovare riparo nel posto in cui ci si trova. Quindi non c&#8217;\u00e8 nessuna accezione negativa in questa espressione.\u00a0<br \/>\nSe noi andiamo a vedere l&#8217;espressione <a href=\"https:\/\/www.oxfordlearnersdictionaries.com\/definition\/english\/lockdown#:~:text=lockdown-,noun,because%20of%20a%20dangerous%20situation\"><i>lockdown<\/i> dalla Oxford dictionary<\/a>, <i>lockdown,<\/i> di cui noi non sappiamo niente, perch\u00e9 gli italiani non conoscono l&#8217;inglese, \u00e8 molto aspra,\u00a0 richiama <i>down <\/i>che per noi \u00e8 una parola mediamente anche complessa, perch\u00e9 <i>down <\/i>ha a che vedere anche con la patologia &#8211; credo che molti conoscono solo in questo senso. Comunque guardate tutti i significati riportati: sono tutti legati al controllo. Lock \u00e8 la serratura, la parola vuol dire confinamento, <i>to lock<\/i> vuol dire chiudere a chiave. In America \u00e8 stata utilizzata pochissimo il lockdown: in occasione, ad esempio, dell&#8217;11 settembre \u201clockdown dei cieli\u201d, perch\u00e9 gli aerei non potevano muoversi e poi in Europa fu utilizzato nel 2015 dopo la vicenda di Charlie Hebdo, non in Francia. ma a Bruxelles in Belgio, dove alcuni terroristi sembravano essersi rifugiati. Un altro dei significati \u00e8 proprio legato alla prigione, cio\u00e8 chiudere in cella con la chiave.<\/p>\n<p>Due espressioni completamente diverse: una \u00e8 propositiva (Ci salviamo nel posto in cui ci proteggiamo, nel posto in cui ci troviamo) e l&#8217;altra mette in azione un agente esterno, che \u00e8 lo stato, che \u00e8 la polizia, che \u00e8 un ordine superiore che mi costringe a fare delle cose; \u00e8 un rovesciamento totale della percezione. Provate a pensare a ripetere migliaia e migliaia di volte in questi mesi un&#8217;espressione come \u201cproteggersi nel luogo in cui ci si trova\u201d e invece lockdown.<\/p>\n<p>Un lavoro che noi possiamo fare a scuola, un lavoro bellissimo che molti colleghi hanno fatto con risultati veramente bellissimi, \u00e8 giocare con le parole che noi stiamo utilizzando in questi giorni, proporle ragazzi e cercare le alternative. Allora, <em>lockdown<\/em> o protezione in casa; oppure bollettino, parola legata in generale alla guerra o a una situazione di gravissimo pericolo, e invece potrebbe essere un resoconto o il diario del giorno. Sono rimandi questi, rimandi di ragazzi e di bambini che hanno gi\u00e0 fatto questo gioco: il distanziamento sociale famigerato, per cui sembra che sia distanza di sicurezza, che sia una cosa buona star lontani, invece potrebbe essere la vicinanza sicura, cio\u00e8 trovare quella misura che ci fa sentire sicuri tutti e due; la quarantena che ha sempre a che vedere con la malattia, con la patologia potrebbe essere chiamata \u201cperiodo di protezione\u201d e poi c&#8217;\u00e8 lo <i>smart working<\/i>, che in inglese vuol dire intelligente, come se invece quello dell\u2019ufficio fosse un po\u2019 stupido, che potrebbe chiamarsi invece lavoro a distanza, telelavoro. Su pandemia c\u2019\u00e8 la lunga questione dell&#8217;<a href=\"https:\/\/accademiadellacrusca.it\/it\/contenuti\/lacruscaacasa-le-parole-della-pandemia\/7945\">Accademia della Crusca<\/a> <i>(link, le parole della pandemia<\/i>) dove sembrava che pandemia mettesse troppo paura e che fosse meglio epidemia; adesso anche l&#8217;<a href=\"https:\/\/accademiadellacrusca.it\/it\/contenuti\/in-margine-a-unepidemia-risvolti-linguistici-di-un-virus-ii-puntata\/7914\">accademia della Crusca sia un po&#8217; tranquillizzata<\/a><i> (link, all\u2019articolo In margine a un\u2019epidemia: risvolti linguistici di un virus &#8211; II puntata<\/i>), perch\u00e9 ha scoperto che quasi nessuno sa cosa vuol dire pandemia. Poi c&#8217;\u00e8 il contagio, sempre negativo, poi c&#8217;\u00e8 il tema del bonus; io lo affido alla vostra saggezza, ma pensate come \u00e8 brutto questo bonus che \u00e8 sempre solo soldi, come se il bonus bene fosse sempre solo avere soldi dal bonus. Pensate che associazione costante che viene ai bambini, anche i ragazzi a scuola, sentire parlare cos\u00ec.<\/p>\n<h4>Che parole potremmo usare<\/h4>\n<p>\u00c8 un lancio che faccio, per\u00f2 il gioco <i>Che parole potremmo usare<\/i>, oppure anche il gioco <i>De-costruiamo le parole<\/i> \u00e8 molto interessante; poi i bambini sono fantasiosissimi e si pu\u00f2 veramente su questo giocare.<\/p>\n<p>Poi c&#8217;\u00e8 tutto il tema, sempre bellico, della lotta al coronavirus. Ancora adesso i titoli sono \u201ccombattere\u201d, \u201cessere in prima linea\u201d, \u201cessere in guerra\u201d, \u201cbollettino\u201d l&#8217;abbiamo gi\u00e0 detto, \u201clotta al contagio\u201d, \u201cesperienze di trincea\u201d, i medici che sono in trincea, oppure ancora gli eroi, terribile il discorso degli eroi; avete visto che in sei mesi gli eroi sono diventati adesso le cassandre, le aggressioni ai medici. l\u2019insofferenza verso gli infermieri, pensate come un eroe si rovescia nel suo contrario cos\u00ec in fretta. Vincere la guerra al coronavirus, sicurezza, emergenza, task force, che i nostri ragazzi conoscono solo attraverso i film di guerra oppure quello nei giochi di ruolo che fanno su internet; quindi queste task force sono sempre belliche, come se non ci potesse essere invece uno stile di vita che pu\u00f2 condurre a una societ\u00e0 sana. Non c&#8217;\u00e8 riflessione, sono tutte parole aggressive, sono tutte parole di aggressione e si dice: ma allora, se siamo cos\u00ec messi, dov&#8217;\u00e8 il nemico? E allora il nemico \u00e8 un mare di gente. Sono gli untori che escono fuori, sono le mamme che portano i bambini a spasso, sono gli anziani che osano mettere fuori un piede nel giardinetto, \u00e8 il vicino di casa contagiato che magari apre la finestra e chiss\u00e0 se esce; sto raccontando tutte cose che mi hanno raccontato. Se noi abbiamo linguaggio di guerra, dobbiamo continuamente cercare un nemico.\u00a0<\/p>\n<p>Questo per dire come le parole creano proprio anche la realt\u00e0 sociale. Ci vorrebbero proprio degli esperti di parole, di comunicazione amica, di comunicazione gentile nelle nostre istituzioni. Io stendo un velo, anche una coperta, una coltre, un feltro sulle parole con cui il ministero ha dato le proprie indicazioni alle scuole, perch\u00e9 sarebbe un capitolo che non possiamo assolutamente affrontare.<\/p>\n<h4>E\u00a0 scuola? Distanza o prossimit\u00e0?<\/h4>\n<p>E la scuola cosa fa o cosa pu\u00f2 fare? A scuola abbiamo avuto, con questa pandemia, la didattica a distanza, che io ho trovato un\u2019espressione terrificante. Fin dal primo giorno l&#8217;ho combattuta, perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;espressione fredda: mette l&#8217;accento sulla tecnica, sulla didattica a distanza, ma \u00e8 talmente, come dire, sbagliata, che viene un po&#8217; da piangere; per\u00f2 \u00e8 anche vero che noi di scuola siamo molto abituati a queste espressioni, espressioni che non tengono presente che le parole fanno la realt\u00e0. Quindi questa didattica a distanza si presenta nella sua definizione come un problema, un grave problema, quando c&#8217;erano molte altre espressioni. Ne ho scelta una, con cui in questi mesi ho sempre cercato di dialogare quando facevo interviste articoli eccetera, che \u00e8 la \u201cscuola di prossimit\u00e0\u201d, perch\u00e9 la scuola di prossimit\u00e0? Perch\u00e9, pur nella pandemia, pur nel confinamento, la scuola ha potuto essere vicina in un modo impensato, non perfetto, per\u00f2 ha realizzato una forma di vicinanza.<\/p>\n<p>Certo, se noi pensiamo che l&#8217;unica forma di didattica sia la didattica a distanza, abbiamo gi\u00e0 bloccato la creativit\u00e0 dei presidi, dei docenti. Abbiamo gi\u00e0 creato un blocco della creativit\u00e0, perch\u00e9 quella \u00e8 la cosa da fare: creare una connessione, mettere i tablet dove si pu\u00f2, eccetera. Invece abbiamo stoppato la creativit\u00e0 di un&#8217;altra espressione: la scuola di prossimit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>In quali modi una scuola in pandemia con il coordinamento pu\u00f2 rendersi prossima? Tra l\u2019altro, la didattica a distanza, bench\u00e9 il nome non lo dica, \u00e8 una forma di prossimit\u00e0: siamo entrati nelle case dei bambini e dei ragazzi, i ragazzi sono entrati nelle nostre case, il filo non \u00e8 stato interrotto. Qual \u00e8 il problema? Il problema \u00e8 che non \u00e8 possibile che sia l&#8217;unica scuola proponibile in tempo di pandemia. Ci sono mille altre vicinanze. Quali sono le mille altre vicinanze? Noi le abbiamo saputo trovare, ad esempio, per il cibo: abbiamo avuto ragazzi volontari, formati o non formati, che sono andati a portare il cibo, la spesa, o che hanno fatto la spesa, che hanno distribuito nel primo periodo, fisicamente, creando una vicinanza assolutamente nuova. Poi anche tutti i tipi di reciproco aiuto, la Protezione Civile, ma questo tipo di vicinanza alternativa creativa non \u00e8 stata neanche pensata o praticata per la scuola. Si \u00e8 pensato che l&#8217;unico modo fosse quello di fare le distanze, in un modo o nell&#8217;altro, competenti oppure no, nella preparazione ottima o nella impreparazione, mentre la stessa dinamica che si \u00e8 realizzata per altre cose, per il cibo, per le medicine, eccetera sarebbe stata possibile anche per la scuola. Nel secondo confinamento qualche Istituto lo sta gi\u00e0 facendo; ad esempio a Milano l\u2019associazione <a href=\"http:\/\/www.nonunodimeno.net\/\">Nonunodimeno<\/a>, che \u00e8 di persone di scuola, ex presidi ed ex insegnanti, si \u00e8 messa a disposizione di un liceo per fare piccoli lavori di gruppo anche in orari extrascolastici, oppure al mattino con persone volontarie per . ragazzi che non potevano essere raggiunti se non in quel modo l\u00ec.<\/p>\n<p>In altri casi si sarebbe potuto, qualcuno lo ha silenziosamente anche fatto, qualche volontario l\u2019ha fatto, andare l\u00e0 dove non era stato raggiunto il bambino\/ragazzo in nessun modo &#8211; il tablet non era arrivato, perch\u00e9 non l&#8217;avevano ritirato; i genitori non si facevano sentire eccetera &#8211; a portare fisicamente,\u00a0 con tutti i pres\u00ecdi, con le mascherine, i guanti, eccetera, portare fisicamente compiti e lezioni e tenere i rapporti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la scuola: trovare mille altre prossimit\u00e0 ragionevoli, un movimento. Per\u00f2 se la scelta ministeriale \u00e8 subito un blocco, cio\u00e8 anche sul piano del linguaggio, \u00e8 evidente che si stoppa il pensiero; \u00e8 la parola che stoppa il pensiero.<\/p>\n<h4>Il potere delle parole per guadagnare consenso<\/h4>\n<p>Ora farei partire un video, assolutamente rivelatore, dura 2 minuti ed \u00e8 preso da questo film,\u00a0 qualcuno lo conoscer\u00e0, <a href=\"https:\/\/www.ilcinemainsegna.it\/video\/scena-sulla-comunicazione-come-le-parole-plasmano-la-realta\/\"><i>Vice &#8211; L&#8217;uomo nell&#8217;ombra<\/i><\/a> che racconta la storia vera di Dick Cheney, che qualcuno ricorder\u00e0, \u00e8 stato il vice di Bush, era un uomo che tutti hanno sempre definito un po&#8217; terribile, e che nell&#8217;epoca dell&#8217;amministrazione Bush \u00e8 stato incaricato di far passare alcune leggi favorevoli ai conservatori, che non ricevevano il consenso dell&#8217;opinione pubblica. Hanno assunto questo Frank Lance perch\u00e9 \u00e8 un guru del marketing americano: \u201c<i>Comincerei con la tassa di successione un tassa difficile da eliminare, perch\u00e9 riguarda solo le propriet\u00e0 di valore superiore ai 2 milioni, ma abbiamo fatto progressi e il guru del marketing Frank Lance ci d\u00e0 una mano. Salve a tutti, spingere la gente comune a sostenere i tagli alle tasse dei pi\u00f9 benestanti \u00e8 sempre stata un&#8217;impresa; abbiamo avuto successi in passato, ma con la tassa di successione \u00e8 molto dura. Tuttavia, forse siamo arrivati a una svolta: dunque, la tassa di successione si applica a chiunque erediti pi\u00f9 di 2 milioni di dollari. A chi di voi questo non piace? Bene, a chi di voi non piacerebbe una cosa chiamata \u201ctassa di morte\u201d? (&#8230;) Invece di \u201ceffetto serra\u201d, che siamo d&#8217;accordo fa molta paura, lo chiamiamo \u201ccambiamento climatico\u201d. (&#8230;) Cos\u00ec, con una delle pi\u00f9 grandi macchine mediatiche politiche mai create prima, Cheney riusc\u00ec a soffocare le azioni sull&#8217;effetto serra, a tagliare le tasse per i super ricchi e smembrare le normative per le grandi corporation<\/i>.\u201d<\/p>\n<p>In questo video si capiva chiaramente l&#8217;importanza delle parole: quest&#8217;uomo \u00e8 riuscito a far passare la detassazione dei grandi redditi chiamando tassa di morte la tassa di successione \u00c8 stata una rivoluzione solo delle parole, studiata, utilizzando solo parole, solo esclusivamente parole. Pensiamo all&#8217;importanza di una cosa di questo tipo, veramente rivelatrice.<\/p>\n<h4>Elogio della cortesia<\/h4>\n<p>Questa \u00e8 la nostra settimana della gentilezza, della cortesia e della gentilezza. C\u2019\u00e8 un libro bellissimo, che io consiglio sempre, che \u00e8 della <a href=\"https:\/\/www.mulino.it\/isbn\/9788815240163\">Giovanna Axia, Elogio della cortesia<\/a>.<\/p>\n<p>Lei era era una psicologa sociale dell&#8217;universit\u00e0 di Padova, \u00e8 un libro. al cui successo ho contribuito perch\u00e9 devo averne regalate decine di copie, in cui racconta il valore delle parole proprio nella scuola e qual \u00e8 il ruolo della cortesia, laddove lei dice che la cortesia rientra nell\u2019arte di far accadere le cose attraverso le parole.<br \/>\nOra propongo solo due dialoghi bellissimi che lei riporta all&#8217;inizio del testo e poi rimando alla lettura. Sono due bambini che stanno parlando. Siamo in una scuola dell\u2019infanzia, i bambini hanno 5 anni e la bambina ha preso un bastoncino a Yader.<\/p>\n<p>Yader dice: \u00abNo, no&#8230; Mi serve! Mi serve a me!\u00bb\u00a0 Siamo in una scuola dell\u2019infanzia, i bambini hanno 5 anni e la bambina ha preso un bastoncino a Yader.(a Paola che gli ha preso un bastoncino) e Paola risponde: \u00abAnche a me mi serve a fare cos\u00ec! Ecco!\u00bb.<br \/>\nInterviene Romina e dice: \u00abMa se le serve anche a lei, scusa!\u00bb<br \/>\nYader: \u00abSe vuoi te lo do\u00bb (offre un altro bastoncino)<br \/>\nPaola. \u00abNo! Questo non mi serve! Mi serve questo!\u00bb<br \/>\nRomina: \u00abMa dai!\u00bb<br \/>\nYader: \u00abNo\u00bb<br \/>\nInterviene Romina e dice: Yader, per favore, se tu le dai quel bastone io ti do questo, cio\u00e8\u00a0 offre uno scambio<br \/>\nYader: \u00abDammelo\u00bb e accetta lo scambio<\/p>\n<p>Secondo dialogo brevissimo, sempre in un asilo nido.<br \/>\nCarlo: \u00abGuarda! Un serpente! Tieni!\u00bb e lo offre a Umberto<br \/>\nUmberto: \u00abTu lo tieni\u00bb<br \/>\nCarlo: \u00abTieni!\u00bb<br \/>\nUmberto: \u00abTe!\u00bb<br \/>\nCarlo: \u00abTieni!\u00bb<br \/>\nUmberto: \u00abNo\u00bb<br \/>\nCarlo: \u00abIo ti ammazzo\u00bb<br \/>\nUmberto: \u00abAnch\u2019io ti ammazzo!\u00bb<\/p>\n<p>Cosa ha funzionato? Cosa ha funzionato nel primo dialogo? Ha funzionato il fatto che Romina, che ha fatto un po&#8217; la mediatrice, ha usato due strategie spontanee: 1. ha chiamato Yader per nome e quindi gli ha offerto un riconoscimento, non uno qualsiasi, ma sei proprio; 2. ha detto \u201cper favore\u201d, ha usato una formula di cortesia. A quel punto non era pi\u00f9 un problema di potere, ma era un problema di gestione del potere da parte\u00a0 Yader e poteva gestirlo gentilmente. Non occorreva affermarlo a suon di clavate sulla testa dell\u2019altro bambino. Quindi ha potuto fare l&#8217;operazione di usare la benevolenza, invece che la prepotenza.<\/p>\n<p>Nel secondo dialogo \u00e8 mancato tutto, \u00e8 mancata la cortesia, \u00e8 mancato il nome, \u00e8 mancata la mediazione.<br \/>\nEcco il potere del nome; il potere del nome \u00e8 fortissimo come \u00e8 fortissimo il potere della cortesia. Lei (l&#8217;autrice) dice sempre: i rituali della cortesia nei bambini servono a sciogliere i conflitti. Ecco che la cortesia, ma ci sono tantissimi esempi nel libro, diventa una modalit\u00e0 di far accadere le cose: di fare accadere una splendida vita di scuola gentile.<\/p>\n<p>La domanda che lei si sta durante il libro \u00e8: \u201cd<em>avvero uno si chiede cosa facciamo ai bambini per costringerli a diventare quegli adulti ottusi e prevaricatori che tanto spesso ci affliggono l\u2019esistenza!<\/em>\u201d.<br \/>\nLa risposta c&#8217;\u00e8, c&#8217;\u00e8 anche questa nel libro, ed \u00e8 sostanzialmente che li circondiamo di adulti che dimenticano quella lezione, cio\u00e8 gli adulti che non conoscono e non riconoscono il potere buono delle parole.\u00a0<\/p>\n<h4>La storia di Ruby Bridges<\/h4>\n<p>Visto che il tempo purtroppo \u00e8 gi\u00e0 passato, rimando diciamo a voi la storia di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ruby_Bridges\">Ruby Bridges<\/a>: \u00e8 una bellissima storia che racconto anche nel mio libro, all&#8217;inizio; da qui \u00e8 nata anche l&#8217;idea di scrivere questo piccolo libro di scuola. La prima \u00e8 la foto di questa bambina: \u00e8 una storia bellissima: i neri dovevano per forza fare un concorso, un esame di ammissione per entrare alla scuola di bianchi e lei aveva vinto, insieme ad altri cinque bambini, questo diritto di entrare. Quattro bambini si sono ritirati per le minacce ricevute, lei invece decise di andare grazie alla mamma, la mamma che pretese di esercitare il suo diritto. Poich\u00e9 Ruby riceveva minacce di essere avvelenata ad essere uccisa, mentre la famiglia aveva perso il lavoro, fu accompagnata a scuola per un intero anno scolastico dai federali, tutte le mattine. <br \/>\nIl quadro a fianco \u00e8 di <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Problem_We_All_Live_With\">Norman Rockwell<\/a>, che ha rappresentato questa vicenda storica di Ruby.<br \/>\nRuby Bridges \u00e8 ancora viva; \u00e8 un racconto da fare con i bambini a scuola.<\/p>\n<h4>Educazione al rispetto di genere<\/h4>\n<p>Ultime cose, qualche parola di scuola del volumetto che ho scritto sostanzialmente. Ne scelgo solo qualcuna, perch\u00e9 mi sembra che il tempo sia passato. Data la giornata di oggi, scelgo almeno la parola gender. Sapete che la scuola \u00e8 stata investita dal tema del gender a sorpresa, perch\u00e9 noi stavamo l\u00ec buoni e fare un sacco di belle cose di educazione al rispetto di genere e al superamento degli stereotipi di genere; poi \u00e8 arrivato il gender, che ha fatto piazza pulita di tutto ci\u00f2 che di buono c&#8217;era, perch\u00e9 ha strumentalizzato il lavoro meraviglioso che a scuola si faceva nei termini soprattutto degli stereotipi di genere. Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto \u00e8 gravissimo: tutti i progetti sugli stereotipi di genere sono diventati sospetti, sono diventati i progetti di gender nel luogo comune del mondo e del mondo intorno a noi, e ha tra l&#8217;altro creato un effetto ancora pi\u00f9 negativo, se si pensa che, secondo i dati del ministero dell&#8217;Interno, dal 2015 tutti, ma proprio tutti, i reati &#8211; i furti, gli omicidi e cos\u00ec via &#8211; sono in calo in Italia; gli unici ad essere in costante aumento sono quelli legati alla genere, cio\u00e8 i femminicidi le aggressioni e le uccisioni delle donne. Quindi noi abbiamo in Italia un enorme problema sulle relazioni di genere e questo spauracchio retrivo e senza nessun fondamento del gender ha bloccato splendidi progetti che noi stavamo facendo. Uno molto bello della Provincia autonoma di Trento non ha pi\u00f9 ricevuto i finanziamenti della nuova giunta, che ha preso il potere in provincia un paio di anni fa; ed era un progetto a cui moltissime scuole delle nostre hanno partecipato, anche la mia. Ero in Trentino, noi abbiamo partecipato sempre tutti e tre gli anni e qui abbiamo un grosso problema perch\u00e9 se noi dobbiamo rieducare alle relazioni gentili, o anche solo corrette, i maschi e le femmine, dobbiamo riavere il coraggio proprio di partire di nuovo con questi progetti sugli stereotipi di genere che rappresentano per noi, in Italia, un grosso problema anche di sicurezza.<\/p>\n<h3>Suggerimenti e altre risorse indicate da Mariapia Veladiano<\/h3>\n<ul>\n<li>Le parole che allungano la vita, di Ivano Dionigi, Cortina editore 2020<\/li>\n<li>Eugenio Borgna, Le parole che ci salvano, Einaudi 2017<\/li>\n<li>Eugenio Borgna, L\u2019ascolto gentile, Einaudi 2017<\/li>\n<li>Giovanna Axia, Elogio della cortesia, Il Mulino 2012<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.infodata.ilsole24ore.com\/2020\/07\/21\/scuola-inclusione-ed-equita-parole-e-concetti-spiegati-con-i-disegni\/\">Scuola, inclusione ed equit\u00e0. Parole e concetti spiegati con i disegni<\/a> (articolo da ilsole24ore.com)<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/magazine\/parolevalgono\/index.html\">La parola valgono<\/a> (da https:\/\/www.treccani.it\/)<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.raiplayradio.it\/articoli\/2020\/08\/La-cura-Chandra-Livia-Candiani-d91b7719-a0dc-4b67-85cb-6a47a9fd9e05.html\">Marino Sinibaldi in dialogo con la poetessa Chandra Livia Candiani<\/a> (da RaiPlayRadio)<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa pagina riporta l&#8217;intervento di Mariapia Veladiano,\u00a0 dirigente scolastica, scrittirce, vincitrice del Premio Calvino 2010, e seconda al Premio Strega 2011. Oltre alla possibilit\u00e0 di sentire l&#8217;audio, abbiamo pensato di proporre anche la trascrizione testuale. 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