{"id":8850,"date":"2019-08-21T12:26:38","date_gmt":"2019-08-21T10:26:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/?page_id=8850"},"modified":"2019-08-21T15:14:02","modified_gmt":"2019-08-21T13:14:02","slug":"insieme-alla-campioni-mascherpa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/insieme-alla-campioni-mascherpa\/","title":{"rendered":"Insieme alla Campioni Mascherpa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h3><a id=\"storie\"><\/a>Le storie dei ragazzi di prima media<\/h3>\n<p>I ragazzi della 1\u00b0A dalla scuola Campioni Mascherpa sono venuti a trovarci,accompagnati dalla prof di lettere Gammino.<\/p>\n<p>La professoressa, all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico ha fatto scrivere un testo fantastico e, il 17 aprile, gli studenti sono venuti da noi a leggere le loro storie.<\/p>\n<p>La prima ragazza ha presentato il programma che avevano usato per comporre i testi.<br \/>Successivamente, ci hanno letto dei racconti che avevano come protagonista una ragazza di nome Esmeralda la quale viveva in una citt\u00e0 insieme al padre. Nella stessa citt\u00e0, per\u00f2, c&#8217;era una strega che voleva cacciare tutti, per questo, Esmeralda non si arrese.<br \/>Dopo, i ragazzi ci hanno letto una storia simile alla prima con qualche modifica.<\/p>\n<p>Alla fine abbiamo fatto delle domande sulla 1\u00b0 media e loro hanno risposto, cos\u00ec la scuola media non ci sembrer\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec spaventosa e ci siamo rallegrati tutti!!<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Ilary Kuka,\u00a0Sofia Vitrani,\u00a0Sofia Bussi e\u00a0Francesco Ratt\u00e0<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h3><a id=\"incontro\"><\/a>Incontro 5\u00b0 A Copernico &#8211; 1\u00b0A Media<\/h3>\n<h4><a id=\"gruppo\"><\/a>Le nostre fiabe: lavoro di gruppo<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/nostre-fiabe.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-8856\" src=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/nostre-fiabe-270x300.png\" alt=\"Cartellone con le fiabe\" width=\"270\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/nostre-fiabe-270x300.png 270w, https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/nostre-fiabe-180x200.png 180w, https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/nostre-fiabe.png 429w\" sizes=\"(max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>Come sapete siamo qui oggi per presentarvi un lavoro per noi significativo svolto nel corso di quest\u2019anno: una produzione di fiabe in gruppi di lavoro.<\/p>\n<p>Un venerd\u00ec, mentre trattavamo gli ultimi aspetti della fiaba, la prof. spiegandoci ha detto: \u00abLa fiaba non si scrive con nomi comuni come normalmente sentiamo\u2026 Paolo, Luca, Marta&#8230;..ma con nomi un po&#8217; pi\u00f9 particolari e\u00a0fantasiosi e potrete trovarne alcuni a pagina 195 che vi aiuteranno a scrivere la fiaba che adesso vi dir\u00f2\u00bb. Cos\u00ec siamo andati tutti alla pagina indicata e ci siamo trovati nomi come: Esmeralda, Useppe, Galatea, Basilio, Carpulnia&#8230;non saprei cosa dire, ma sinceramente ci siamo tutti un po&#8217; sbalorditi oltre che divertiti: non avevamo mai sentito nomi cos\u00ec assurdi.<\/p>\n<p>Proprio in quel momento la prof. ha aggiunto: \u00abOra, per\u00f2, tocca a voi scrivere una fiaba, la farete a gruppi e, cosa pi\u00f9 importante, date libero spazio alla vostra fantasia! Questo lavoro \u00e8 molto importante perch\u00e9 dopo ne faremo un cartellone per appunto con tutte le fiabe che avrete creato.\u00bb<br \/>Noi ragazzi eravamo tutti eccitati per quel lavoro, pensavamo che fosse proprio una bella idea quella della prof. Una fiaba di gruppo suonava proprio bene: quattro teste al posto di una era l&#8217;idea migliore e la parte del lavoro pi\u00f9 bella era proprio quella di realizzare un cartellone! Magnifico!!!!<\/p>\n<p>Il nostro testo di antologia ci presentava una scaletta da seguire, cos\u00ec abbiamo iniziato a scrivere. Essa parlava di povert\u00e0, di una strega, di un&#8217;eroina con i suoi amici, di un drago ma con un ben lieto fine. A questo punto, ricevute le consegne, abbiamo cominciato tutti a scrivere: per prima cosa ogni gruppo ha letto la scaletta, poi ha pensato a come iniziare la fiaba, attribuendo i nomi ai personaggi e seguendo un ordine logico per proseguirla bene. In poche parole la trama parlava di una ragazzina che viveva con suo padre in un piccolo villaggio, ma quel villaggio era mal ridotto, a causa di una strega che seminava paura e tristezza e non sopportava felicit\u00e0 e gioia. Un giorno il padre incoraggia la figlia a partire con i suoi amici per sconfiggere la strega\u2026\u2026..maaaaa, non vi racconto pi\u00f9 niente perch\u00e9 adesso ve ne leggeremo alcune!!<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 andato avanti per alcune ore e, quando le fiabe erano concluse, le abbiamo lette in classe tutti insieme. A questo punto le nostre fiabe erano pronte per diventare un cartellone: le abbiamo incollate sul foglio-cartellone decorandolo con disegni riguardanti le fiabe e con tutte le nostre firme. Il vero scopo di questo lavoro era diventare anche noi \u201cscrittori di fiabe\u201d, dando vita alle nostre produzioni, trattando l&#8217;argomento con fantasia. Il risultato \u00e8 stato molto interessante perch\u00e9, pur partendo da una scaletta uguale per tutti, alla fine le variazioni sul tema sono state tantissime e gli elaborati molto diversi fra loro: abbiamo capito che in effetti non c\u2019\u00e8 limite alla fantasia di un ragazzino.<\/p>\n<p>Ora ripensando al nostro primo lavoro di gruppo, siamo proprio fieri del risultato: in seguito ne abbiamo fatti altri ed \u00e8 stato sempre divertente, ma anche impegnativo, soprattutto perch\u00e9 abbiamo dovuto metterci d\u2019accordo sulle scelte da fare. Questo lavoro ci ha insegnato bene il concetto di fiaba e, avendolo fatto a dicembre, ci ha permesso anche di socializzare e di conoscere meglio i nostri compagni. Grazie prof per il bel lavoro che ci ha fatto fare.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto dai <em>ragazzi della 1B<\/em> (scuola secondaria)<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"esmeralda\"><\/a>Le avventure di Esmeralda<\/h4>\n<p>C\u2019era una volta, una ragazzina di nome Esmeralda,gentile e coraggiosa che viveva in un villaggio insieme al suo pap\u00e0.<\/p>\n<p>Nel villaggio, tutti gli abitanti erano terrorizzati da una strega cattivissima di nome Ortensia, che voleva distruggere il villaggio e il bosco.\u00a0Alcuni decisero di fuggire dal pericolo, altri restarono.<\/p>\n<p>Esmeralda decise di restare perch\u00e9 lei teneva al villaggio, per\u00f2 la sua capanna venne distrutta da un branco di lupi inviati dalla strega.<br \/>Suo padre e lei erano tristissimi e non volevano che succedesse la stessa cosa a qualcun altro.<br \/>Suo padre le disse: \u201c Vai insieme ai tuoi amici nel castello della strega al di l\u00e0 del bosco\u201d.<\/p>\n<p>Prima di partire, Esmeralda incontr\u00f2 una fata che le comunic\u00f2: \u201cCiao Esmeralda, sono la fata Palmira,ti ho portato un medaglione magico protettivo.\u201d. Esmeralda rispose: \u201cGrazie fata Palmira questo medaglione mi sar\u00e0 molto utile.\u201d<\/p>\n<p>Nel frattempo alcuni abitanti che erano fuggiti, non sapevano che chi era fuggito sarebbe diventato un lupo, s\u00ec un lupo proprio come quelli che avevano distrutto la capanna di Esmeralda: forse anche quelli erano lupi trasformati dalla strega.<br \/>La strega dal castello ordin\u00f2 ai lupi di attaccare i ragazzi.<br \/>\u201cRagazzi non sentite uno strano rumore?\u201desclam\u00f2 Esmeralda.<br \/>\u201cS\u00ec \u00e8 vero questo rumore sembra l\u2019ululato dei lupi\u201drispose Priscilla \u201cS\u00ec \u00e8 vero, lo sento anch\u2019 io \u201cannu\u00ec Chelino.<\/p>\n<p>\u201cRagazzi si vedono dei lupi in lontananza, vicino al bosco\u201d seguit\u00f2 Esmeralda. \u201cMa parlano quei lupi! Vuol dire che sono delle persone!\u201d prosegu\u00ec Zoe.<\/p>\n<p>\u201cSi stanno avvicinando, presto Priscilla fai un incantesimo per addormentarli\u201d disse Esmeralda.<br \/>Priscilla fece un incantesimo e i lupi si addormentarono.<br \/>Esmeralda accarezzando i loro volti ringhianti, riusc\u00ec a spezzare l\u2019incantesimo. Altri abitanti, invece che in lupi, furono trasformati in corvi, che purtroppo ferirono l\u2019eroina con i loro becchi appuntiti.<\/p>\n<p>Per curarla, Chelino condusse Zoe nella foresta a raccogliere delle erbe curative per fare una pozione, a base di camomilla, aloe e centella, mettendola sopra le ferite, al fine di guarire Esmeralda in fretta.<\/p>\n<p>Il padre di Esmeralda venne catturato dalla strega Ortensia che lo trasform\u00f2 in un drago, mettendolo di guardia davanti alle mura del suo imponente castello, impedendo ai ragazzi di entrare.<\/p>\n<p>\u201cRagazzi mi \u00e8 venuta un\u2019idea! costruiamo una lunga scala di legno! Cos\u00ec Esmeralda potr\u00e0 raggiungere e parlare con suo padre\u201d sugger\u00ec Useppe.<br \/>\u201cBella idea mettiamoci a lavoro\u201d continu\u00f2 Esmeralda e, costruita la scala, si arrampic\u00f2 fino all\u2019orecchio del padre, facendogli ricordare la sua vera identit\u00e0 e rompendo l\u2019incantesimo.<\/p>\n<p>I cinque ragazzi scoprirono che la strega si trovava al villaggio trasformata in Esmeralda e videro due Esmeralda. Tutto il villaggio sbalordito, non sapeva riconoscere chi fosse quella vera , ma all\u2019improvviso la strega venne smascherata, perch\u00e9 il suo incantesimo svan\u00ec.<\/p>\n<p>Finalmente l\u2019incubo era finito ed Esmeralda incit\u00f2 gli abitanti a coltivare la speranza e la gioia, cos\u00ec la loro allegria, le risate e la loro felicit\u00e0 tolsero tutti i poteri alla strega e la imprigionarono.<\/p>\n<p>La fata Palmira sugger\u00ec a Esmeralda di toccare la strega con il medaglione magico che la trasform\u00f2 in un topolino innocuo. Infine tutti gli abitanti si aiutarono a ricostruire il villaggio e da quel giorno festeggiarono la scomparsa del pericolo e tutti vissero felici e contenti.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto dal gruppo <em>Matilde Mangone, Filippo Gallotti, Sabrina Sterbert, Valentino Laserra<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"ortensia\"><\/a>Ortensia e la strega<\/h4>\n<p>C\u2019era una volta una ragazza di nome Ortensia.<\/p>\n<p>Era una dodicenne gentile ed onesta, che abitava nel villaggio Borghetto insieme al padre.\u00a0<br \/>Dopo anni di felicit\u00e0, un brutto giorno, arriv\u00f2 nella cittadina la malvagia strega Frusilla, portatrice di dolore e di infelicit\u00e0.<br \/>Quest\u2019ultima invi\u00f2 un\u2019oscura visione a tutti gli abitanti di Borghetto per spingerli a scappare: essa mostrava la strega trionfante sulle ceneri delle loro abitazioni.\u00a0Le intenzioni della donna erano di rubare un preziosissimo tesoro celato nella fontana principale del paese. Alcuni cittadini spaventati decisero di scappare; Ortensia, coraggiosa, non volle andarsene e venne rifiutata dai suoi stessi concittadini.<\/p>\n<p>Frusilla, non contenta dell\u2019opposizione della ragazza, ordin\u00f2 a feroci belve di distruggere la sua casa e cos\u00ec accadde.<br \/>Il padre, disperato, vide la sua dimora in pessime condizioni e supplic\u00f2 la figlia di raggiungere il castello della strega per vendicarsi.<\/p>\n<p>Ortensia, per\u00f2, non volle partire da sola: chiam\u00f2 i suoi pi\u00f9 fidati amici.\u00a0Essi erano: Priscilla, una giovane maga, Useppe, un abile falegname, Zoe, che sapeva sfruttare le erbe curative e Chelino, che conosceva il bosco come il palmo della sua mano. La compagnia di amici part\u00ec per il castello.<\/p>\n<p>Cammina, cammina i ragazzi trovarono una baita di legno nel bel mezzo di un bosco: era la dimora della fata Dafne.<br \/>I giovani entrarono ed ella, che voleva aiutarli, disse:\u00a0\u201cPrendete questo medaglione magico; vi protegger\u00e0 lungo il vostro cammino\u201d.\u00a0Ortensia lo prese senza indugi.<\/p>\n<p>Intanto, al villaggio Borghetto, Frusilla ide\u00f2 un malefico piano: si tramut\u00f2 nella fanciulla e convinse tutti gli abitanti che i cinque amici erano morti e che la strega era imbattibile; in realt\u00e0 era tutta una bugia. La strega, per\u00f2, non si ferm\u00f2 l\u00ec: trasform\u00f2 alcune persone in lupi e li invi\u00f2 verso Ortensia e gli altri, che lei riteneva un potenziale ostacolo.<br \/>Gli amici vennero colti di sorpresa, ma seppero difendersi: Priscilla addorment\u00f2 le belve e la protagonista ruppe il maleficio accarezzandole.<\/p>\n<p>Frusilla, delusa della vittoria dei giovani, trasform\u00f2 altre persone in corvi e anche loro furono inviati contro Ortensia: essi riuscirono purtroppo a ferire la ragazza. Chelino allora condusse Zoe nella foresta per trovare le giuste erbe per curarla.\u00a0Trovate quelle, le diede alla ragazza, che si riprese immediatamente.<\/p>\n<p>La strega ide\u00f2 allora un piano ancor pi\u00f9 maligno: trasform\u00f2 il padre della protagonista in un enorme drago e lo mise di guardia al castello.<br \/>Per superare anche questa prova, Ortensia si fece aiutare da Useppe: egli le costru\u00ec una grande scala di legno che le permise di arrivare all\u2019orecchio del mostro, dove gli sussurr\u00f2 chi era veramente, cio\u00e8 il padre di Ortensia. Quando si ricord\u00f2 la sua vera identit\u00e0 li lasci\u00f2 passare.<\/p>\n<p>Entrati nel castello, i ragazzi ebbero una brutta sorpresa: la strega non era l\u00ec, era al villaggio.\u00a0Cercarono di raggiungerla al pi\u00f9 presto, ma era troppo tardi: Frusilla era alla fontana ed era osservata da molti cittadini, che, impauriti, non si muovevano.<br \/>Entrata nell\u2019acqua, la donna scivol\u00f2 sul marmo bagnato e\u2026 splash! Cadde di faccia, spruzzando le persone vicine, che non poterono fare a meno di ridere.<\/p>\n<p>L\u2019aria si riemp\u00ec in fretta di risate colme di gioia e divertimento.\u00a0Fu a quel punto che Frusilla perse ogni potere: l\u2019allegria, la positivit\u00e0 e l\u2019amore la rendevano fragile e vulnerabile.<\/p>\n<p>Per l\u2019occasione arriv\u00f2 perfino la fata Dafne, che consigli\u00f2 ad Ortensia la giusta punizione per la strega: le fece toccare il medaglione magico ed ella si trasform\u00f2 in un batter d\u2019occhio in un minuscolo, innocuo, topolino. Si festeggi\u00f2 per giorni e giorni la sconfitta di Frusilla e vissero tutti felici e contenti.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto dal gruppo <em>Thomas Rovelli, Sabrina Caratozzolo, Matteo Rezoagli, Elisa Draghi e Rebecca Ausiello<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"vita\"><\/a>Una nuova vita per un povero villaggio<\/h4>\n<p>C&#8217;era una volta, in un povero villaggio vicino a un bosco, una ragazza molto vivace, premurosa, sicura e di s\u00e8, fiduciosa nel futuro che aveva dodici anni;e si chiamava Esmeralda.<\/p>\n<p>Esmeralda viveva insieme a suo padre in una capanna di quel povero villaggio dove la vita non era semplice a causa di una perfida strega malvagia, Nilde, che desiderava diffondere nel mondo dolore e paura, perch\u00e8 non sopportava l&#8217;allegria,la gentilezza e neanche la speranza.<\/p>\n<p>La strega voleva terrorizzare gli abitanti per spingerli a scappare e abbandonare il villaggio e per raggiungere il proprio scopo produsse un incubo, che angosci\u00f2 tutti gli abitanti della citt\u00e0: le loro case venivano bruciate diventando ceneri e la strega ci rideva sopra. Questo in parte funzion\u00f2,perch\u00e8 molti abitanti fuggirono; nonostante tutto, per\u00f2, Esmeralda si rifiut\u00f2 e cerc\u00f2 di incoraggiare gli abitanti a rimanere e sconfiggere la perfida strega,ma i suoi vicini le dissero:-&#8216;Brutta ragazzina cosa speri di fare,ormai \u00e8 tutto finito!&#8217;.<\/p>\n<p>Nel frattempo la perfida Nilde, soddisfatta del lavoro svolto, decise di attuare la seconda parte del suo perfido piano, perci\u00f2 distrusse il villaggio e invi\u00f2 un branco di lupi cos\u00ec che riuscisse a far scappare anche Esmeralda e il resto del villaggio, ma la valorosa ragazza non si scoraggi\u00f2 al primo tentativo, cos\u00ec Nilde, stufa della fiducia e del coraggio di Esmeralda, decise di distruggerle la sua povera casetta e l&#8217;orto del padre.<\/p>\n<p>Ancora una volta, per\u00f2, la fanciulla non si lasci\u00f2 intimorire e il padre, fiducioso in lei,le disse:-&#8216;Mia dolce bambina non preoccuparti,io ho fiducia in te,vai e insieme ai tuoi amici distruggi quella stregaccia!&#8217;.<\/p>\n<p>Esmeralda, incoraggiata dalle parole del padre, decise di andare a chiamare i suoi quattro amici per partire:innanzi tutto and\u00f2 da Priscilla, una giovane maga alle prime armi sua migliore amica; successivamente and\u00f2 da Useppe, un giovane falegname che incontr\u00f2 quando dovette andare a riparare un tavolo; poi and\u00f2 da Zoe, che sapeva curare tutti grazie alle sue erbe curative; infine and\u00f2 da Chelino, che conosceva tutti i segreti del bosco come il palmo della sua mano. Era giunta l&#8217;ora di partire e distruggere definitivamente quella orribile stregaccia e&#8230;all&#8217;improvviso apparve la fata madrina e disse:<\/p>\n<p>&#8216;Cara Esmeralda,per il tuo coraggio ti dono questo medaglione magico: servir\u00e0 per proteggerti nel bosco dalla perfida Nilde.&#8217;<\/p>\n<p>Nel frattempo, Nilde, grazie alla sua sfera magica riusc\u00ec a vedere Esmeralda e i suoi amici avviarsi verso di lei, allora trasform\u00f2 gli abitanti fuggiti in lupi mannari e li mand\u00f2 verso i cinque ragazzi per bloccarli. I coraggiosi avventurieri per\u00f2 non si intimorirono davanti a essi e, grazie a Priscilla, riuscirono con un suo incantesimo ad addormentare i lupi. Allora Esmeralda accarezz\u00f2 i volti ringhianti dei poveri abitanti trasformati e magicamente il sortilegio si ruppe.<\/p>\n<p>I ragazzi trionfanti proseguirono il loro cammino; ma Nilde sconfitta decise di trasformare il resto degli abitanti fuggiti in corvi cos\u00ec che stavolta il suo intento di far scappare i ragazzi e di sconfiggerli funzionasse. I corvi, arrivati sul sentiero dei ragazzi, iniziarono ad attaccare ed Esmeralda si fer\u00ec, cadde a terra ma non volle scoraggiare i suoi amici e disse loro:-&#8216;Ragazzi non vi preoccupate per me,voi non arrendetevi,continuate e sconfiggete per sempre Nilde.&#8217;. Ma Chelino le disse:- No,non ti abbandoneremo! Zoe, per favore, vai a prendere delle erbe curative, le troverai alla destra del sentiero incantato!Esmeralda stai tranquilla.&#8217;.<\/p>\n<p>Zoe arriv\u00f2 di corsa dicendo:-&#8216;Ecco le erbe!&#8217; Allora Chelino si mise al lavoro, prepar\u00f2 subito un antidoto e lo diede da bere a Esmeralda che sorprendentemente guar\u00ec. La strega, stufa di essere sconfitta, prese l&#8217;ultima speranza che aveva, cio\u00e8 il punto debole di Esmeralda:suo padre. Lo cattur\u00f2 e lo trasform\u00f2 in un drago che mise davanti alle mura del castello,cos\u00ec che i ragazzi non potessero entrare e rovinare i suoi piani sconfiggendola.<\/p>\n<p>Arrivati al castello, i ragazzi si trovarono la brutta sorpresa, ma Esmeralda conosceva quel bracciale indossato dal drago:era suo padre! Allora disse ai suoi amici di non attaccare e intuirono subito che era uno dei soliti sortilegi di Nilde. Esmeralda disperata non sapeva cosa fare: come poteva ferire suo padre? All&#8217;improvviso le venne una splendida idea:ricordare al padre la sua vera identit\u00e0, perci\u00f2 fece costruire ad Useppe una scala cos\u00ec che potesse raggiungere l&#8217;orecchio del falso drago e parlare con suo padre e gli disse:<\/p>\n<p>-&#8216;Pap\u00e0,pap\u00e0 ascoltami, sono Esmeralda, tua figlia!Ti ricordi di me:quando ti aiutavo nell&#8217;orto, quando tagliavamo la legna insieme? Pap\u00e0!<\/p>\n<p>Mentre Esmeralda cercava di salvare il padre, la perfida strega and\u00f2 al villaggio, prese le sembianze di\u00a0Esmeralda e disse agli abitanti:\u00a0-&#8216; Mi dispiace, la strega \u00e8 troppo forte, non possiamo batterla, ha distrutto i miei amici,ormai non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 speranza:\u00a0ha vinto lei. Quando Esmeralda ritrov\u00f2 la vera identit\u00e0 del padre,si recarono dentro al castello, ma l\u00ec non trovarono\u00a0la stregaccia, cercarono in ogni singolo punto ma nulla da fare. Si recarono perci\u00f2 al villaggio dove\u00a0trovarono&#8230;un&#8217;altra Esmeralda! Tutti gli abitanti trovando un&#8217;altra Esmeralda, per\u00f2 accompagnata dai suoi amici,\u00a0capirono che quella era un&#8217;impostora, infatti era la perfida Nilde che disse:\u00a0-&#8216;Brutti ragazzini non avete fatto altro che rovinare i miei piani&#8217;.<\/p>\n<p>I ragazzi la legarono a un albero intanto che spiegavano agli abitanti cos&#8217;era veramente accaduto. Tutti erano contenti che i coraggiosi eroi fossero sani e salvi e cos\u00ec crebbe sempre di pi\u00f9 la speranza e la gioia nei cuori degli abitanti del villaggio.<\/p>\n<p>Tutta questa gioia e tutte le risate tolsero alla stregaccia ogni potere. All&#8217;improvviso apparve anche la fata madrina e disse:\u00a0-&#8216;Felice di rincontrarvi cari ragazzi, \u00e8 ora che mi presenti: io sono Ortensia e vengo dal Regno Incantato. Esmeralda tocca con il tuo medaglione magico Nilde.-<\/p>\n<p>Esmeralda obbed\u00ec e tocc\u00f2 la brutta strega che all&#8217;improvviso si trasform\u00f2 in un innocuo topolino che disse con voce stridula:-&#8216;Questa me la pagherete!! Allora tutti gli abitanti, insieme, ricostruirono il villaggio e festeggiarono con un bel banchetto collettivo la scomparsa della strega e vissero cos\u00ec tutti felici e contenti.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto dal gruppo <em>Mateo Secrieru, Sheyla Muga, Gabriel Amante, Mariam Salib<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h3><a id=\"visita2\"><\/a>Una visita inaspettata<\/h3>\n<p>Marted\u00ec 16 aprile sono venuti a trovarci i ragazzi della scuola media, precisamente della 1C, con la loro prof di lettere Bonetti. Ci hanno presentato delle storie inventate da loro e dai loro compagni. Tra queste c&#8217;erano: La Principuzza, La Principazza, la Principezza e Storie di principi stanchi da salvare e di principesse.<\/p>\n<p>Poi, ci hanno raccontato delle storie in cui loro vivevano delle avventure fantastiche. Infine, hanno risposto alle nostre domande sulle storie.<\/p>\n<p>\u00c8 stato molto divertente e, anche se abbiamo dovuto rinunciare all&#8217;intervallo per ascoltarli, ne \u00e8 valsa la pena!!<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da S<em>ofia Dragonetti, Sebastian Parisi, Dario Masi, Marco Marotto e Lorenzo Zibelli<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h3><a id=\"assaggio\"><\/a>Un assaggio di racconti d&#8217;avventura<\/h3>\n<h4><a id=\"deserto\"><\/a>Avventura nel deserto<\/h4>\n<p>Non c\u2019era niente da fare! Io e Giorgia ci eravamo proprio perse e dovevamo affrontare quella realt\u00e0. Ci trovavamo nel deserto, durante un\u2019escursione con i cammelli. Stavamo facendo una breve pausa con gli altri. Noi eravamo andate in bagno nelle tende beduine allestite in quell\u2019area di sosta, mentre gli altri turisti\u2026ripartivano senza di noi. Ad un tratto io vidi un cammello in lontananza e chiesi, allarmata, a Giorgia: \u201cMa quello \u00e8 il nostro cammello?!\u201d, \u201cS\u00ec!\u201d rispose lei. \u201cOh, no! E ora come facciamo a tornare a casa? Siamo da sole e senza un mezzo di trasporto!\u201d. Ci incamminammo, comunque. Faceva caldissimo, era un caldo cos\u00ec afoso che io e la mia compagna provammo in poco tempo tantissima sete. Giorgia osserv\u00f2: \u201cGuarda Giulia! C\u2019\u00e8 un laghetto laggi\u00f9, con tanta acqua, possiamo andare a bere!\u201d. Cominci\u00f2 a correre, ma io non vedevo nessun laghetto con l\u2019acqua. Lei si inginocchi\u00f2 e fece per bere, ma in bocca, invece di acqua, si ritrov\u00f2 solo della sabbia. \u201cGiorgia, ritorna qui! Purtroppo \u00e8 solo la tua immaginazione, \u00e8 un miraggio!\u201d.<\/p>\n<p>Il deserto era pieno di scorpioni e di serpenti che si mimetizzavano facilmente sotto la sabbia; era anche pieno di insetti fastidiosi che ci pungevano. Sfortunatamente per\u00f2 non c\u2019era alcun cammello e non si vedeva nessuno che portasse dell\u2019acqua. Ad un certo punto, finalmente, si addensarono dei nuvoloni neri e io, speranzosa, dissi a Giorgia: \u201c Guarda, ora \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 fresco e si metter\u00e0 anche a piovere.\u201d, ma avevo parlato troppo presto e i nuvoloni se ne andarono. Almeno per\u00f2 ci eravamo un po\u2019 rinfrescate.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, finalmente, si addensarono dei nuvoloni neri e io, speranzosa, dissi a Giorgia: \u201c Guarda, ora \u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9 fresco e si metter\u00e0 anche a piovere.\u201d, ma avevo parlato troppo presto e i nuvoloni se ne andarono. Almeno per\u00f2 ci eravamo un po\u2019 rinfrescate. All&#8217;improvviso, spunt\u00f2 da un nascondiglio nella sabbia un serpente che morse alla gamba la mia compagna e io sentii le sue urla di dolore e di paura. Poich\u00e9 faceva molto caldo, presi la mia maglietta e la legai stretta stretta alla sua gamba ferita. Poi, sentimmo una voce in lontananza: \u201cEhi, c\u2019\u00e8 qualcuno l\u00e0?\u201d. Era una guida: si erano infine accorti della nostra assenza! Allora ci affrettammo, ma non troppo, perch\u00e9 a Giorgia faceva male la gamba. Mi misi ad urlare in quella direzione: \u201cSiamo qui! Venite a prenderci! Ci siamo perse!\u201d. Allora ci raggiunsero e finalmente ce ne andammo. Partimmo in aereo per l\u2019Italia dopo poche ore e al nostro arrivo in patria, accompagnai subito la mia amica in ospedale per curare la ferita alla gamba.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata un\u2019esperienza indimenticabile e spaventosa, direi. Siamo salve grazie alla guida. Non me lo dimenticher\u00f2 mai e neppure la mia compagna, io credo!<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Giulia<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"isola2\"><\/a>Avventura in un&#8217;isola sconosciuta<\/h4>\n<p>Io e Gaia ci trovavamo su un\u2019isola sconosciuta, mai vista nemmeno in televisione, eravamo davvero spaventate, ma non perdemmo la calma perch\u00e9 sapevamo che sarebbe andato tutto bene (almeno, cos\u00ec speravamo).<\/p>\n<p>Iniziammo con l\u2019esplorare il luogo per capire se ci fosse qualcosa da cui dovessimo proteggerci. Insomma, era un\u2019isola, quindi ci aspettavamo i soliti insetti, i ragni e magari qualche serpente qua e l\u00e0: non dico che non ci spaventassero, ma solo che dovevamo accertarci che non ci fossero animali pi\u00f9 pericolosi.<br \/>Camminando, trovammo infine una grotta e per la nostra curiosit\u00e0 e lo spirito d\u2019avventura ci entrammo. Sembrava un posto tranquillo, una grotta un po\u2019 buia ma innocua, cos\u00ec, dato che eravamo stanche, decidemmo di accamparci l\u00ec.<\/p>\n<p>Nel bel mezzo della notte, ci svegliammo per i rumori, anzi, per uno in particolare: era come lo strofinare di uno zoccolo sulla roccia, ma pensammo che non fosse niente di serio, magari era solo il vento. Comunque andammo a controllare e di colpo ci trovammo di fronte un cinghiale! Noi, del tutto indifese, non sapevamo che cosa fare, ma a Gaia venne un\u2019idea: \u201dVitto, potremmo arrampicarci su una palma, guarda! Quella ha perfino delle sporgenze per aggrapparsi!\u201d, io concordai con lei subito: \u201cBella idea!\u201d. Non ci fu neanche il tempo di contare fino a tre che il cinghiale cominci\u00f2 ad inseguirci, quindi noi, svelte svelte, salimmo sulla palma. L\u2019avevamo imbrogliato, perch\u00e9 da sopra gli lanciammo noci di cocco finch\u00e9 non scapp\u00f2. Ci tranquillizzammo, ma proprio quel giorno costruimmo un fortino con robusti tronchi di legno. Passammo i giorni a mangiare pesce, una volta assaggiammo pure degli insetti, ma fu la prima e l\u2019ultima volta perch\u00e9 facevano vomitare (seriamente, \u00e8 davvero successo, bleah!). Quando ormai ci eravamo abituate, il mare port\u00f2 a riva qualcosa, noi eravamo insospettite, si trattava di una grossa scatola. Una volta aperta, scoprimmo che si trattava di fuochi d\u2019artificio. Fu un colpo di fortuna, perch\u00e9 li potevamo usare come segnali luminosi nel cielo. Stampata sulla scatola, si poteva leggere la marca: \u201cMinbus\u201d.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo, sopra l\u2019isola pass\u00f2 un elicottero che portava lo stesso nome, forse gli uomini a bordo stavano cercando la scatola perduta, comunque noi ci facemmo notare proprio con i fuochi. L\u2019elicottero atterr\u00f2 e ci riport\u00f2 a casa.<\/p>\n<p>Eravamo felici di essere tornate, ma non ci dimenticheremo mai di questa avventura vissuta insieme.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Vittoria<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"storie\"><\/a>Storie di principesse particolari e di principi stanchi<\/h4>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-8860 size-medium\" src=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principizza-181x300.png\" alt=\"Principizza\" width=\"181\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principizza-181x300.png 181w, https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principizza-180x298.png 180w, https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principizza.png 433w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/>Nel bel mezzo della notte, ci svegliammo per i rumori, anzi, per uno in particolare: era come lo strofinare di uno zoccolo sulla roccia, ma pensammo che non fosse niente di serio, magari era solo il vento. Comunque andammo a controllare e di colpo ci trovammo di fronte un cinghiale! Noi, del tutto indifese, non sapevamo che cosa fare, ma a Gaia venne un\u2019idea: \u201dVitto, potremmo arrampicarci su una palma, guarda! Quella ha perfino delle sporgenze per aggrapparsi!\u201d, io concordai con lei subito: \u201cBella idea!\u201d. Non ci fu neanche il tempo di contare fino a tre che il cinghiale cominci\u00f2 ad inseguirci, quindi noi, svelte svelte, salimmo sulla palma. L\u2019avevamo imbrogliato, perch\u00e9 da sopra gli lanciammo noci di cocco finch\u00e9 non scapp\u00f2. Ci tranquillizzammo, ma proprio quel giorno costruimmo un fortino con robusti tronchi di legno. Passammo i giorni a mangiare pesce, una volta assaggiammo pure degli insetti, ma fu la prima e l\u2019ultima volta perch\u00e9 facevano vomitare (seriamente, \u00e8 davvero successo, bleah!). Quando ormai ci eravamo abituate, il mare port\u00f2 a riva qualcosa, noi eravamo insospettite, si trattava di una grossa scatola. Una volta aperta, scoprimmo che si trattava di fuochi d\u2019artificio. Fu un colpo di fortuna, perch\u00e9 li potevamo usare come segnali luminosi nel cielo. Stampata sulla scatola, si poteva leggere la marca: \u201cMinbus\u201d.<\/p>\n<p>Pochi giorni dopo, sopra l\u2019isola pass\u00f2 un elicottero che portava lo stesso nome, forse gli uomini a bordo stavano cercando la scatola perduta, comunque noi ci facemmo notare proprio con i fuochi. L\u2019elicottero atterr\u00f2 e ci riport\u00f2 a casa.<\/p>\n<p>Eravamo felici di essere tornate, ma non ci dimenticheremo mai di questa avventura vissuta insieme.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Vittoria<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"principezza\"><\/a>La principezza<\/h4>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-8861\" src=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principessa-194x300.png\" alt=\"principessa\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principessa-194x300.png 194w, https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principessa-180x279.png 180w, https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/principessa.png 385w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/>C\u2019era una volta in un castello una principessa che voleva adornare i suoi vestiti con pezze applicate da lei stessa. I suoi genitori, invece, dicevano che doveva indossare un abito pi\u00f9 elegante, lei per\u00f2 non voleva proprio!<\/p>\n<p>Quindi un giorno usc\u00ec dal palazzo per andare a comprare delle pezze con i brillantini, poi le applic\u00f2 lei stessa con la cucitrice, non avendo altri strumenti a disposizione. Infine, si mostr\u00f2 a tutti con il suo nuovo abito brillante.<\/p>\n<p>Da quel giorno, tutto il suo regno la chiam\u00f2 \u201cPrincipezza\u201d e lei non si offese nemmeno un po\u2019<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da <em>Perihua<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4 style=\"clear: both;\"><a id=\"principuzza\"><\/a>La principuzza<\/h4>\n<p>Un giorno la principessa di un piccolo regno non si lav\u00f2, perch\u00e9 si era dimenticata o perch\u00e9 andava di fretta, non si sa con precisione. Pens\u00f2 che nessuno lo avrebbe mai notato e invece! Tutto il paese se ne accorse e infatti si allontanarono tutti da lei. Tutti glielo facevano notare, allora lei, per la tristezza, si trasfer\u00ec nella regione di Puzzotalia.<\/p>\n<p>Questo strano posto era abitato da persone che non si lavavano e come animali domestici non c\u2019erano cani, gatti o pesciolini nella boccia di vetro, ma\u2026puzzole! Ormai la principessa faceva parte di quel mondo.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Martina<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"lettera\"><\/a>Lettera di un principe stanco<\/h4>\n<p>Buongiorno a tutti, signore e signori sudditi del nostro amato regno!<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il TG delle ore 13 e dobbiamo rendere pubblica una lettera aperta del Principe Gustavo che ci comunica quanto segue:\u00a0\u201cSono stufo marcio di salvare principesse!! Infatti non ci guadagno niente ed \u00e8 una colossale perdita di tempo. Inoltre bisogna affrontare mostri di ogni genere, dai troll ai draghi, per delle perfette sconosciute, mentre sarebbe bello starsene ad oziare.\u201d<\/p>\n<p>Questo, signore e signori, \u00e8 probabilmente lo scoop del giorno, ma noi torneremo alle ore 18 con delle nuove notizie e degli aggiornamenti.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Paolo<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n<h4><a id=\"lettera2\"><\/a>Lettera di un principe stanco, ma innamorato<\/h4>\n<p>Un giorno, un principe scrisse al giornale locale che era davvero stanco di salvare principesse e che aveva molto di meglio da fare nella sua vita.<\/p>\n<p>Quando la lettera fu pubblicata fece molto scalpore e tutto il regno ne rimase stupito.<\/p>\n<p>Un giorno per\u00f2, mentre il principe tornava al suo castello, not\u00f2 un lupo che stava per attaccare una povera ragazza che non sembrava per niente una principessa. Spron\u00f2 quindi il suo cavallo e and\u00f2 a salvarla.<\/p>\n<p>Quando lei lo ringrazi\u00f2, gli confid\u00f2, in tutta segretezza, che in realt\u00e0 era anche lei una principessa. Ormai per\u00f2 lui l\u2019aveva salvata ed era tanto graziosa e gentile che se ne innamor\u00f2 e presto si sposarono.<\/p>\n<div class=\"gio-firma\">\n<p>Scritto da\u00a0<em>Ivan<\/em><\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Torna al <a href=\"https:\/\/www.icscopernico.edu.it\/old\/scuola-di-carta\/numero-3\/\">sommario<\/a><\/em> del numero 3 di <em>Scuola di carta<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna al sommario del numero 3 di Scuola di carta Le storie dei ragazzi di prima media I ragazzi della 1\u00b0A dalla scuola Campioni Mascherpa sono venuti a trovarci,accompagnati dalla prof di lettere Gammino. 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