Ultima modifica: 20 Luglio 2021
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Vi abbraccio con commozione e riconoscenza

Un caro saluto, grato e commosso, alle tante comunità umane e scolastiche che ho incontrato in quasi 40 anni di vita nella scuola.

Care amiche e cari amici della comunità umana del Copernico,

come molti di voi sapranno, quest’anno, il 31 agosto, terminerà la mia esperienza “ufficiale” nel mondo della scuola.

Devo dire che è stata davvero un’esperienza fantastica, che ha attraversato la mia persona con decine di ambienti, spazi, luoghi, che ho amato profondamente.

Ho amato la mia prima scuola come docente, alla prima esperienza, di educazione tecnica a Bussero. Le mie care amiche Ida e Mariarosa, il nostro essere giovani inesperte “canne al vento”, i primi occhi di studenti da incrociare e incorniciare.

Ho amato, tantissimo, il Gadda, a Paderno Dugnano, con i suoi odori, la biblioteca, le classi, i primi esami di maturità, le nottate passate a cercare di dare qualche chance agli studenti più fragili, l’insegnamento del preside Malinverno, la sua autorevolezza e poi i miei cari colleghi Maresa, Giovanni, Marco, Elisabetta e tanti altri. Le discussioni sul lollismo con Marco, Antonino “muy gordito”, gli stage all’estero, le cacce al tesoro. E poi, le mie fantastiche studentesse (ho insegnato soprattutto al linguistico con prevalenza femminile), i percorsi per l’esame, le interviste impossibili, gli spilli di pace con Tiziano Terzani, il giornalino Voci di corridoio. Le uscite un po’ pazze, tipo Piancastagnaio, ricordate Rasha e Claudia, che bello?

Ho amato, poi, chiamato a diffondere l’idea della comunicazione web inclusiva, le stanze del provveditorato e poi dell’ufficio scolastico, tra un ficus e una scrivania tutta, o quasi…, mia, l’idea dell’accessibilità come finestra senza barriere, Porte aperte sul web, qualche convegno, #insiemesipuò, Monte Porzio, Rossana, Chiara, Silvana, Aldo, Massimiliano e gli altri compagni di un’idea di comunicazione per tutti, il desiderio di tanti funzionari e dirigenti di dare meglio di sé, il codice come compagno di viaggio, il suono armonioso che può donarti una coppia di auricolari ben posizionati sulle orecchie.

Ho amato profondamente Merate, la sua cura nel relazionarsi, l’aria pulita di quei luoghi, i caffè con zic di panna, gli auditorium, gli studenti, i musical, le scorribande riminesi, le rassegne canore, l’accompagnamento negli apprendimenti solidi. I miei primi passi da dirigente scolastico, senza prof/dott. e in minuscolo perché nome comune di persona…, gli sguardi pieni di tenerezza e reciproco sostegno con Daniela, e con tante altre fantastiche maestre/i e proff. Ho imparato ad abbracciare e accarezzare in modo pulito quei visi e quei progetti intrisi di futuro, le prime gentilezze non solo settimanali, i “cià va”, le sedute serene dei consigli d’istituto, le poesie e le canzoni nei collegi docenti. Mi porto la commozione dell’incontro con i vostri visi, tanti segnaposti sul tavolo e nel mio cuore, con dentro scritto “io voglio bene a Merate”.

Ho amato in modo smisurato Corsico, da cui mi commiato: i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, i momenti in classe, gli inviti a parlare di poesia nelle nostre aule, anche virtuali. Il desiderio reciproco e paziente di ritrovarci dando valore a ciascuna e ciascuno, alla ricerca di quel soffio di positività che vive in ogni persona. Soffiare via la polvere, sciogliere le incrostazioni relazionali, incoraggiare, consapevoli che se vuoi tenerezza devi portare tenerezza, se vuoi gentilezza devi essere gentile, ma non per finta, se vuoi favorire apprendimenti devi portare impegno e professionalità, se vuoi benessere devi portare sguardi accoglienti e ascolto, se vuoi comprensione devi essere comprensivo, onesto e trasparente.

Care e cari bambine e bambini, ragazze e ragazzi, a voi il mio grazie più pieno e sentito e non solo perché siete principio e fine del nostro essere a scuola. Voi, con i vostri cento linguaggi, portate in voi l’emozione della scoperta e il gesto, ancora pulito e integro, del crescere e dell’imparare. Mi auguro di avervi servito come meritate: con lealtà, rispetto e attenzione ai vostri bisogni e al vostro diritto di avere una scuola che si prenda cura di voi nel modo più autentico possibile. Mi scuso, innanzitutto con voi, se qualche volta ho avuto qualche mancanza di cura nei vostri confronti. Vi assicuro che non era volontaria, forse frutto della mia distrazione (eh, sì, ro cordate il mio ufficio pieno di scartoffie e di carte a volte in disordine?). Il mio grazie e l’augurio più bello e sentito, lo ribadisco, va quindi a voi: che possiate crescere nella gioia e nel desiderio di apprendere sempre cose nuove e di condividerle con le persone che cammineranno con voi, consapevoli del vostro essere parte di una comunità guidata dal rispetto verso le persone e l’ambiente naturale. Mi mancheranno, lo so, i vostri sorrisi sinceri, i vostri “ciao preside”, come stamattina venendo a scuola, incorniciati da due sorrisi gemelli e sdentati, ma pieni di vita e di poesia.

Cari genitori, care e cari docenti e personale ATA, davvero io credo che questi anni, se pur con qualche travaglio che la vita e la realtà portano inevitabilmente con sé, siano stati meravigliosi, proprio perché, insieme, abbiamo cercato il bello, consapevoli di abitare spazi di straordinaria bellezza. Li abbiamo abitati insieme e con profondo rispetto reciproco, tra maestre/ e proff con lo sguardo accogliente e incoraggiante, tra mappe di parole belle, scuole felici in cammino pacifico, mappe delle emozioni, cori gospel al femminile, alberi di melograno, poesie e sguardi poetici quotidiani di cui contagiarci, parole soccorrevoli e di cura, esperienze di salvataggi lontani di giusti vicini, teatri com, percorsi comuni con l’amministrazione comunale e con le diverse realtà del territorio, intese che basta uno sguardo con la cara presidente e i componenti del consiglio d’istituto. E poi, ancora, le attivissime mamme rappresentanti di classe, un team affiatatissimo con le care Valeria e Sonia, super ds degli altri comprensivi di Corsico, il riscatto costruito e desiderato del quartiere Lavagna, i #celafaremo, le mille iniziative in infanzia, primaria e secondaria, i premi vinti col gruppo sportivo e gli esperimenti scientifici, le certificazioni linguistiche, i nuovi ambienti di apprendimento, le infanzie con il gusto dell’aperto come luogo privilegiato di sviluppo del bambino, “dipingiamo la scuola”, diari d’autore e aule rinnovate con il Comitato genitori, dentro & fuori, i visiting a Milano e Torino, i miripiri e le scampagnate anche solo immaginate, i caffè con biscotto lasciati sulla scrivania “perché lei preside si deve alimentare”, i mille gesti inclusivi col desiderio di lasciare nessuno indietro, i collegi accesi di passionalità, la scuola tappezzata di parolebelle, di poesia, di mani tese ai nonni, le feste e i cori, la fecondità dell’errore, quadri di scuola sparsi dappertutto, la delicatezza del gesto del donare approdi linguistici a mamme straniere, un senso di comunità che sentivi crescerti dentro, le mie collaboratrici e referenti sempre presenti e attive, la segreteria diventata comunità umana e digitale, le collaboratrici e i collaboratori scolastici, cruciale punto di accoglienza e di incoraggiamento, il fare anima in educazione, la neonata scuola green… e tanti tanti sguardi d’intesa e d’amore.

Eh, sì, questa parola, come tante altre #parolebelle, abbiamo imparato forse a sdoganarla, anche a scuola, luogo insostituibile di istruzione e di benessere, perché coltivato da reciproci sguardi di accoglienza, capaci di abitare e sostenere percorsi di crescita umana e culturale e di trasformare luoghi fisici e luoghi immateriali in luoghi spirituali, ma concreti, che entrano e albergano nella nostra anima. E lì prendono dimora, restandoci.

Vi abbraccio, care amiche e cari amici, commosso e riconoscente.

Alberto Ardizzone




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